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medicina
i russatori vivono di più

l'apnea nel sonno favorisce la crescita dei vasi sanguigni intorno al cuore


Due scienziati israeliani, Peretz Lavie, presidente del Technion (istituto israeliano di tecnologia) e sua moglie Lena, hanno scoperto che gli anziani che soffrono di apnea del sonno moderata vivono più a lungo degli altri.

L'apnea del sonno è caratterizzata da interruzioni nella respirazione che durano dieci secondi o più, almeno cinque volte all'ora. Queste provocano interruzioni ripetute del sonno e bassi livelli di ossigeno nel sangue e sono sempre state messe in relazione alle malattie cardiovascolari, specialmente all'ipertensione.

Il problema interessa il dieci per cento degli adulti, i quali, nella maggioranza dei casi, non sono coscienti che la propria respirazione si ferma mentre dormono ma si lamentano di spossatezza, sonnolenza, tendenza al sonno diurno e del russare forte e intermittente.

Gli autori del nuovo studio ipotizzano che la mancanza intermittente di ossigeno (ipossia) prodotta dall'apnea protegga il sistema cardiovascolare dei pazienti anziani. Questo spiegherebbe, secondo loro,perché i pazienti anziani con apnea del sonno moderata hanno un tasso di mortalità significativamente minore se comparato a quello generale. Le conclusioni sono basate sull'analisi di seicentoundici individui con un'età media di settant'anni, seguiti per cinque anni.

Dietro questo fenomeno ci sarebbe una proteina conosciuta come VEGF, generata durante l'ipossia, responsabile della crescita di nuovi vasi sanguigni.

La capacità di produrre VEGF variava ampiamente tra i pazienti e coloro che potevano produrne in gran quantità nel momento dell'ipossia avevano più vasi sanguigni intorno al cuore rispetto agli altri. La riserva di sangue avrebbe un effetto protettore in caso di attacco cardiaco.

L'ipotesi è stata confermata da ricercatori dell'Università tedesca Hienrich Heine di Dusseldorf. Stephan Steine ed altri cardiologi hanno provato che i pazienti con apnea del sonno hanno più vasi sanguigni intorno al cuore di altri a parità di età, di peso, di stato di salute e di uso di medicine.

articolo pubblicato il: 18/05/2010

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