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teatro
"Sensi"

Teatro Argot Studio di Roma fino al 16 maggio

di Sergio Gigliati

Ancora per pochi giorni in scena al Teatro Argot Studio "Senso" di Gianni Guardigli, tratto dalla novella di Camillo Boito, per la regia di Francesco Brachetti e la partecipazione di Isabella Giannone. Musiche di Pino Cangialosi, Scene e costumi di Cristiano Paliotto, luci di Giorgio Rossi.
La vicenda narrata nella novella di Boito è trasportata a Roma nella Seconda Guerra Mondiale e poi una quindicina di anni dopo, all'inizio del "boom economico". "Scrivere. Devo scrivere. Ogni mattina. Sedermi allo scrittoio...."
La contessa Livia Serpieri rivive da numerosi anni il giorno della sua vendetta, attimo per attimo, prigioniera di quell'azione commessa per dolore, umiliazione e profonda disperazione.........

"La novella "Senso" di Camillo Boito è stata più volte adattata e reinterpretata. La versione più eclatante è stato il magnifico film di Luchino Visconti con protagonista Alida Valli.
Questa versione nasce nell'estate 2006.
La protagonista vive il suo amore per un soldato tedesco, ma non durante le guerre di Indipendenza, bensì nella Roma occupata della Seconda Guerra Mondiale.
L'amore cieco per l'ufficiale del Reich prende la forma della più atroce delle vendette quando la bella e matura Contessa scopre il tradimento dell'amato.
E tutto diventa monologo interiore. La Signora è condannata da una sorta di Tribunale che ha la sua sede all'interno di se stessa a ripercorrere tutte le mattine le tappe della sua Via Crucis personale seduta a uno scrittoio e a ricostruire con l'ossessione dell'esattezza tutti i momenti della vicenda con l'assoluta precisione del particolare.
Questo è l'unico modo di vivere che la farà continuare fino al giorno in cui lei stessa morirà.
La mattina inchiodata allo scrittoio a ricostruire gli attimi, le emozioni, i turbamenti e il doloroso nodo alla gola.
La notte a implorare, a piangere, a risentire il tonfo del corpo del suo amato che cade per l'esecuzione capitale avvenuta per fucilazione.
Supplizio estremo che ha avuto luogo a seguito della denuncia della stessa Contessa ferita e folle di desiderio di vendetta. Più volte la nobildonna ripete che non è possibile sentirsi in colpa se ci si è vendicati di una persona priva di anima, ma la contraddizione è più che evidente.
Un girone dantesco eterno e avvitato in se stesso.
Uno dei terribili esiti che possono stamparsi su una vita quando ha preso la strada di "un amore sbagliato".Un tema universale che può essere narrato in tutte le epoche."

Gianni Guardigli

In scena al Teatro Argot Studio fino al 16 maggio.
Teatro Argot Studio
Via Natale del Grande 27
Roma
tel 06/5898111
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.45 domenica ore 18.45. (lunedì riposo).
Biglietti intero euro 12, ridotto euro 10.

articolo pubblicato il: 10/05/2010

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