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editoriale
Gheddafi sdoganato da Berlusconi

ONU, sbarchi e doppiopesismo

di Ada

In tutto questo cacofonico straparlare dell'Italia negli ultimi giorni sulle misure adottate per riportare nei porti di provenienza libica alcune centinaia di africani impegnati in perigliosi tentativi di raggiungere l'Europa attraversando per primo il nostro Paese, viene dimenticato forse un elemento importante, ai fini di una per ora soltanto problematica pacificazione generale del sud del Mediterraneo. Da tempo tutti i governi italiani hanno inseguito questo obbiettivo ed in questo quadro va visto anche l'accordo tra Berlusconi e il leader libico. Quel che è difficilmente comprensibile in tutta questa vicenda è l'atteggiamento dell'Onu o meglio di alcuni funzionari di diverse agenzie che parlano di diritti e doveri di asilo politico.

Invitare ad agire con umanità è un doveroso impegno, ma perché proprio l'Italia deve essere l'imputata delle peggiori nequizie. Andiamo con ordine : un anno fa a Ceuta e Melilla (enclave spagnole in territorio del Marocco) ci furono decine di disperati africani uccisi a fucilate dalle guardia marocchine e spagnole messe a difesa di un "muro" lungo chilometri fatto di reticolati insormontabili , di postazioni armate e di riflettori notturni. Nulla fu detto contro il Governo Zapatero ( per forza, è di sinistra e quindi agisce a fin di bene ) e niente si obietta a proposito delle difese ad oltranza innalzate dal predetto governo per impedire gli sbarchi di africani sulle isole spagnole delle Canarie. Chi ci riesce viene preso in mare e riportato a casa.

Le suddette agenzie dell'ONU non si azzardano - è il caso di dirlo perché si tratterebbe di accusare i padroni di casa della sede centrale dell'organizzazione, cioè gli Stati Uniti che sono i primi finanziatori dell'ONU - i quali hanno eretto da tempo un "muro" invalicabile tra il Messico e la California. Il servizio immigrazione americano non scherza, al punto che ha ricacciato in mare in numerose occasioni anche i fuggitivi da Cuba, alla faccia del diritto di asilo politico.

I funzionari o le anime belle ad intermittenza stanno zitti. Silenzio assoluto, salvo che per la povera italietta che ha la colpa di aver fatto un accordo con il dittatore libico (che non viene attaccato da nessuno, neppure dall' Unione Africana. Forse perché la Libia ha avuto la presidenza a Ginevra del Comitato , udite udite, dei diritti umani, sempre dell'ONU). Il mondo alla rovescia. Per anni la marina militare italiana e la guardia costiera hanno salvato migliaia di vite umane nelle acque di Lampedusa, mentre i maltesi, quando una nave turca aveva raccolto in mare un centinaio di poveracci, hanno rifiutato di farli sbarcare. Chi li ha accettati? Naturalmente gli italiani. Si potrebbe continuare.

Qualcosa ha dire l'Italia all'ONU. Tanto, ma il governo Berlusconi non osa criticare il moloc del Palazzo di vetro. Eppure l'Italia è il sesto finanziatore (in dollari) dell'organizzazione ed è il primo contributore di caschi blu dei paesi occidentali.

Quanto a Gheddafi - il quale al momento sta rispettando gli accordi - c'è da dire che deve molto all'Italia - non solo per i soldoni, e tanti - che l'ha aiutato a rientrare nella comunità internazionale. A luglio sarà a Roma e gli sarà preparata una splendida tenda. Berlusconi , con l'ultimo accordo, lo ha quindi ulteriormente "sdoganato" e speriamo che il presidente del Consiglio non abbia a pentirsene dopo il risultato che ha ottenuto con il primo suo "storico" sdoganamento del 1994. Ma queste sono questioni interne italiane e ancora più interne al PDL, e quindi ci interessano molto meno: occorrerà comunque vederle meglio.

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