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l'intermezzo ed il suo futuro

LXXVII stagione del Teatro Lirico Sperimentale "A. Belli" di Spoleto

di Carla Santini

Il Concerto di Capodanno di Vienna si conclude inevitabilmente con il Bel Danubio Blu e la Marcia di Radetzky. Il settembre spoletino dal lontano 1947 è caratterizzato inevitabilmente dalla Stagione del teatro Lirico Sperimentale.

Da diversi anni, in particolare, all’interno della Stagione vi è la proposta degli Intermezzi Napoletani del Settecento, operine che riemergono da polverosi archivi in tutta la loro fresca vivacità, con un’allegria che la Marcia di Radetzky si sogna.

Le riscoperte si devono al Centro studi Pergolesi dell’Università di Milano, che si occupa anche dell’edizione critica degli spartiti, in particolare con il lavoro certosino di Antonio Dilella e Claudio Toscani. La messa in scena tocca a Spoleto ad una squadra collaudata ed affiatatissima formata dal Maestro concertatore e direttore Pierfrancesco Borrelli, dal regista e scenografo Andrea Stanisci, dalla costumista Clelia De Angelis e dall’esperta delle luci Eva Bruno. L’orchestra d’archi e costituita dall’Ensemble del TLS. Maestro al cembalo, quest’anno, è stato Davor Krkljus.

Gli intermezzi presentati quest’anno, “La franchezza delle donne”, di Giuseppe Sellitti su libretto di Tommaso Mariani, e “Moschetta e Grullo”, di Domenico Sarri, non si discostano da tutti gli altri riscoperti e riproposti nel corso degli anni; esili storie d’amore e di gelosia che terminano inevitabilmente con la riappacificazione finale. Gli intermezzi erano studiati apposta per alleggerire la serata, all’interno di un’opera tragica e cruenta, spesso rappresentati mentre il pubblico si affollava al buffet. Ancora due secoli dopo, nell’epoca d’oro del cafè chantant e della rivista, la seconda soubrette era chiamata sorbetta, perché mentre cantava e ballava venivano serviti gelati.

Tutto ciò, naturalmente, non vuol dire che l’intermezzo sia un genere minore, perché in esso si sono cimentati grandi Maestri e spesso ha avuto esiti eccezionali; basti pensare, tra tutti, a “La serva padrona” di Pergolesi, fresca e viva nonostante il passare degli anni, quando opere serie, scritte per dare gloria ai loro compositori, tradiscono tutto il trascorrere del tempo.

Come è consuetudine del TLS, le parti sono affidate a più esecutori. Ne “La franchezza delle donne” Lesbina è stata affidata ad Elena Antonini e Mariapaola di Carlo, Sempronio a Davide Peroni e Davide Romeo. In “Moschetta e Grullo”, nel ruolo di Moschetta si sono alternate Aloisia de Nardis e Chiara Guerra, Grullo è stato interpretato da Marco Gazzini e Dario Sogos. In entrambi gli intermezzi erano presenti gli attori mimi Vania Ficola e Valentino Pagliei.

articolo pubblicato il: 11/09/2023 ultima modifica: 18/09/2023

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