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speciale bicentenario di E. A. Poe
il corvo parlante
di Carla Santini

Il famoso Corvo di Poe fu ispirato dall'uccello parlante di Charles Dickens. L'uccello fu immortalato come personaggio del romanzo "Barnaby Rudge", unanimemente non considerato tra i capolavori dickensiani, ma elogiato dal critico letterario Poe, anche se questi riteneva che avrebbe meritato uno spazio maggiore nella trama. Fernanda Pivano, invece, nella prefazione alla sua traduzione italiana, affermò che il corvo Grip, amico inseparabile di Barnaby, commenta tutti gli accadimenti salienti del romanzo e, alla fine, il romanzo stesso, svolgendo la funzione del coro. Quando i due scrittori si incontrarono, nel 1842, il vero corvo di proprietà di Dickens era morto da poco. Sembra che avesse bevuto l'inchiostro di un calamaio che lo scrittore inglese lasciava aperto sul suo scrittoio. Dickens raccontò l'incidente a Poe, che, la sera stessa, inserì il personaggio di vaticinante corvo nella sua poesia "Ad Eleonora" (To Lenore), che non aveva portato a termine e probabilmente del tutto messo da parte. Lenore rimava perfettamente con "Never more", che divenne il famosissimo mantra del sinistro uccello nero.

Poe era molto orgoglioso de "Il Corvo" e definì questi versi "il più grandioso poema mai scritto". Come tutti coloro che hanno la consapevolezza del proprio genio, era del tutto alieno da ogni manifestazione di modestia.

Nonostante l'indubbia suggestione del poemetto, Poe guadagnò quasi nulla con questa sua fatica, un po'per la sua ignoranza delle leggi sul diritto d'autore, un po' perché abituato a collaborare con i giornali per cifre poco più che irrisorie.

Ansioso di vedere pubblicata questa sua piccola grande opera, offrì "Il Corvo" al New York Evening Mirror, perdendo così ogni diritto. Quando Poe riuscì a farne una propria edizione, tanti altri avevano già stampato il poemetto con grossi guadagni. "Il Corvo" era ormai conosciuto da tanti lettori che praticamente nessuno comprò l'edizione dell'autore.

"Il Corvo" ha ispirato film, canzoni, quadri e ha dato nome anche alla squadra di football di Baltimora, la città che si sente più vicina al grande scrittore. Nel 1996, dovendo dare il nome alla ricreata squadra di football fu fatto un sondaggio tra i tifosi e vinse di gran lunga il nome "Baltimore's Ravens", corvi di Baltimora. Priva da principio di mascotte, nel 1998 ne ebbe addirittura tre; prima della partita contro Le aquile di Filadelfia entrarono in campo tre enormi uova; da ognuna di esse uscì un volatile, il corvo Edgar, il piccolo e fragile uccello Allan ed il grasso ed indolente Poe.

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