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musica
Toscana Gospel Festival

XXVI edizione


È stata presentata presso il Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Firenze la XXVI edizione del Toscana Gospel Festival alla presenza della Console Generale Ragini Gupta, della Direzione Artistica del Festival, di rappresentanti di Officine della Cultura, cooperativa curatrice degli eventi, e dei Comuni che ospitano i concerti.

Andrea Laurenzi, Direttore Artistico del Festival, così ha introdotto il mese di eventi dedicati al gospel: «Per celebrare l’edizione numero 26 del Toscana Gospel Festival abbiamo deciso di utilizzare una frase di Jim Morrison che con la sua vita e la sua musica ha rappresentato uno dei punti più alti dell’arte musicale del Novecento. Una dichiarazione che facciamo nostra in questo anno difficile per l’intera umanità, divisa tra sofferenza e guerra, e dove la musica Gospel rappresenta la voglia di riscatto, libertà e pace».

Sono dieci le città toscane che hanno scelto con coraggio e determinazione di dare spazio alla musica dal vivo: Arezzo, Montepulciano, Torrita di Siena, San Giovanni Valdarno, Marciano della Chiana, Castelfranco Piandiscò, Cortona, Portoferraio, Agliana e Carrara.

La Console Generale Ragini Gupta ha ricordato il legame che lega la Toscana e il Toscana Gospel Festival alla storia Afroamericana: «Il Toscana Gospel Festival è la perfetta premessa al Martin Luther King Day del 16 gennaio e al Mese della Storia Afroamericana, la celebrazione nazionale dedicata alla riflessione sui traguardi raggiunti dalla comunità afroamericana e al suo immenso contributo. Come ha detto la Vicepresidente Kamala Harris in occasione di un evento sul Mese della Storia Afroamericana lo scorso febbraio: ‘Celebriamo il Mese della Storia Afroamericana a gennaio, a marzo, ad aprile e tutto l'anno. Ma sì, ogni febbraio ci prendiamo del tempo per ricordare e onorare coloro che sono venuti prima di noi. Sono stati loro gli innovatori, gli abbattitori di barriere e i creatori di storia’. La musica gospel fa parte di questa storia, poiché affonda le sue radici negli "spirituals", un tipo di canto popolare religioso strettamente associato alla schiavitù degli africani nel sud americano. Le canzoni servivano come veicolo di comunicazione, riflettendo le lotte, le speranze e i trionfi degli afroamericani. Frederick Douglass, scrittore abolizionista del XIX secolo ed ex schiavo che visitò Firenze nel 1886-1887, scrisse nella sua seconda autobiografia ‘My Bondage and My Freedom’, pubblicata nel 1855, a proposito del canto degli spirituals durante i suoi anni da schiavo: ‘Un osservatore attento avrebbe potuto individuare nel nostro canto ripetuto di ‘O Canaan, dolce Canaan, sono diretto verso la terra di Canaan’ qualcosa di più di una speranza di raggiungere il paradiso. Intendevamo raggiungere il Nord, e il Nord era il nostro Canaan’. La musica gospel rivela una parte importante della storia e dell'anima dell'America e il Toscana Gospel Festival contribuisce a raccontare questa storia».

Il viaggio del Toscana Gospel Festival, iniziato nel 1996, continua la sua strada e rimette al centro la musica e il suo pubblico; una storia di ventisei anni con oltre 310 corali, 2970 artisti e centinaia di concerti in tutta la Toscana di gruppi gospel talentuosi provenienti dagli Stati Uniti. Un traguardo che dimostra quanto il pubblico toscano si senta unito alla musica Gospel e ciò che rappresenta: una convergenza di diverse culture e forme artistiche. Il Festival torna nelle chiese e nei teatri della Toscana ed il ringraziamento va agli Enti Locali, agli Sponsor, alle corali e al suo pubblico che in questi anni hanno sempre creduto nel progetto senza far mai mancare il proprio sostegno. L’obiettivo non è cambiato: portare in Toscana la musica gospel, la più antica forma musicale popolare americana e per fare ciò, come sempre, il Toscana Gospel Festival si affida ad alcune delle migliori corali statunitensi provenienti dalla California, dalla Florida e da Washington Dc.

La musica gospel è la più antica forma di musica popolare americana si va dai toni morbidi di Sam Cooke alle acrobazie canore di Kirk Franklin. Che si tratti dell'ondeggiare di un coro, del tamburellare di un quartetto o semplicemente di battere le mani al ritmo di un canto ammaliante, il gospel è un genere musicale che necessita di essere visto e sentito insieme. Il Toscana Gospel Festival cerca di narrare questa storia leggendaria che ha messo il suo seme già nel XVI secolo, quando donne e uomini liberi africani si ritrovarono sbattuti in un continente lontano come schiavi. Molti altri generi musicali derivano dal gospel, ad esempio il blues, il R&B e il rock and roll, come ha detto il “Re del Rock” Elvis Presley.

Così conclude Laurenzi: «Cantare oggi queste canzoni, legate alla sofferenza e alla rinascita di un intero popolo sradicato dalla propria terra con testi colmi di sofferenza e gioia non ha perso significato anzi ha acquistato più forza. Montate su anche voi e lasciatevi trasportare dal Treno del Gospel, vi si aprirà un mondo».

Toscana Gospel Festival
direzione artistica Andrea Laurenzi e Luca Baldini direzione generale Massimo Ferri direzione organizzativa Stefania Sandroni organizzazione Sabina Karimova - Mariel Tahiraj segreteria Stefano Baldini, Andrea Morello ufficio stampa Gianni Micheli amministrazione Rossana Zurli visual design Chiara Bigiarini servizi tecnici GP Service

articolo pubblicato il: 10/12/2022

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