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editoriale
la scelta degli americani: Obama alla Casa Bianca

elezioni USA 2008

di Ada

Non c'è alcun dubbio che tutti gli organi d'informazione del mondo la sera e la notte del 4 novembre sono rimasti nell'attesa del risultato delle elezioni americane. Ebbene colui che tutti pronosticavano, Barack Obama ha stravinto conquistando anche alcuni degli States tradizionalmente repubblicani.

Questa volta per gli americani non era facile scegliere tra un anziano eroe del Vietnam e un giovane promettente e di sicuro avvenire. Per di più Obama non è il solito yankee, ma un nero, anzi un meticcio, come si dice in gergo, figlio di una bianca e di un uomo venuto dall'Africa. La sua affermazione dimostra ancora una volta che il popolo americano. è veramente quel cocktail, generoso e pratico, di gente arrivata da tutto il mondo con l'intenzione di fare, prima per se stessa e poi anche per gli altri. Chi è bravo va avanti, chi si attarda anche per sua sfortuna, dovrà aspettare.

Perché ha vinto Obama contro il pur decoroso candidato repubblicano, McCain? L'America voleva cambiare e non poteva aspettarselo da un repubblicano in questo difficile momento. E poi una campagna elettorale che il partito democratico non organizzava da anni, una impressionante raccolta di fondi, in gran parte realizzata per via telematica con sottoscrizioni anche minime, giunte soprattutto dalle classi meno abbienti e dai giovani. E infine una grande partecipazione alla fase finale delle elezioni, con un aumento notevole dei votanti.

Naturalmente non sono solo questi i motivi dell'arrivo alla Casa Bianca di un personag- gio nuovo e intraprendente che al momento giusto si è presentato agli americani dicendo che era ora di cambiare. Da alcuni anni il volto degli Stati Uniti si era appannato agli occhi dei cittadini degli altri Continenti. Politiche all'estero discutibili, interventi non compresi e pesantissimi, risultati poi inutili e dispendiosi, anche dal punto di vista delle perdite in vite umane proprie e d'altri popoli. Non sono state, riteniamo, tutte colpe di Bush e delle sue scelte contro il terrorismo, dopo l'attentato alle Torri gemelle di New York, ma la sconfitta dei repubblicani dopo otto anni d'amministrazione era comunque attesa se non proprio scontata. La scelta dei democratici di puntare tutto su un uomo di colore è stata quindi vincente. Se l'avessero fatta i repubblicani, il partito di Abramo Lincoln che abolì la schiavitù e pagò questa sua scelta con una sanguinosa guerra civile e con la sua stessa vita, forse sarebbe stata più opportuna. Ha influito sicuramente sul risultato - definito storico da molti organi di stampa - anche la gravissima crisi finanziaria che ha sconvolto il panorama economico americano, travolto alcune grandi banche e coinvolto tutti i Paesi, non solo occidentali. La crisi si è già trasferita sul terreno dell'economia reale, anche in Italia. Si hanno i primi segnali molto preoccupanti e non sarà certo l'elezione di un nero alla Casa Bianca a farla rientrare in breve tempo. Certo la mobilitazione mediatica mondiale su quest'avvenimento può far credere a tanti che sia stato eletto il " nuovo imperatore" , l'uomo che risolverà tutti i nostri problemi: è lecito sperare, ma è doveroso non farsi eccessive illusioni.

Barack Obama può fare molto soprattutto per i suoi concittadini. Su questo si è impegnato E questo farà. Noi, dall'altra parte dell'Atlantico, in Europa e per quanto riguarda il nostro Paese, dobbiamo puntare sulle nostre forze.

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