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arte e mostre
Gianni Del Bue: "ritorno a Urbino"
di Manuela Mattei

Ad Urbino, presso il Palazzo degli Scolopi - salone Raffaello, piazza della Repubblica, è ospitata la mostra di Gianni Del Bue, patrocinata dalla città di Urbino Assessorato alla Cultura e Turismo e curata da Carlo Sisi: inaugurata il 2 Agosto resterà aperta al pubblico sino al 21 Settembre 2008. Il percorso espositivo e' corredato dal catalogo: Libreria Galleria Einaudi di Mantova, con l'introduzione dell'assessore alla cultura prof.ssa Lella Mazzoli ed un contributo del pittore e critico Pino Mantovani.

Questa particolare mostra dal titolo "Ritorno a Urbino" rappresenta anche l'occasione per festeggiare i quaranta anni di pittura dell'artista, attraverso un meticoloso studio sulle Langhe Cuneesi, ma anche altri luoghi a lui molto cari quali la Pianura Padana, la Liguria di Ponente, Reggio Emilia e Mantova.

La rassegna espositiva e' composta da circa quaranta opere tra dipinti su tela e su tavola che spaziano tra i ricordi del passato e l'attualità delle emozioni presenti, un matrimonio perfettamente riuscito tra luoghi, ricordi, sentimenti e sensazioni che coinvolgo Gianni Del Bue dal profondo dell'anima.

Anche la scelta dei colori è puntuale e precisa nel tratto pittorico che si contraddistingue per la vivacità dei toni e delle sfumature correlate, che sulla tela assumo quasi una realtà onirica e romantica nell'antico sentiero sempreverde dei ricordi e dei luoghi cari del suo vissuto.

Il suo "legame" con Piero Della Francesca ne fa lo stendardo principale dove imbrigliare la sua fantasia in dipinti quasi senza tempo, in cui nulla vale per sempre, e la creatività e la conseguente scelta dei cromatismi sono mutevoli perché legati a doppio filo sia all'esperienza personale dell'artista che alla sapienza cioè alla conoscenza anch'essa mutevole dell'oggetto o della sensazione che va a rappresentare.

Il percorso artistico di Gianni Del Bue è articolato in mille sfaccettature differenti, dalla scelta dei luoghi rappresentati a quella dei colori, dalle sfumature ai supporti che raccolgono il suo vissuto pittorico, passando dalla tela a maglia larga alle tavole con l'ausilio di pennelli molto piccoli.

Le sue opere hanno un tocco magico, onirico e surreale che ci accompagnano per mano, a ritroso nel tempo, nel labirinto fatato e impalpabile della nostra infanzia, di quando insomma anche noi eravamo "imbacuccati" a guardare sognanti grandi fiocchi di neve o quando rimanevamo incantati dal passaggio rumoroso delle oche.

Da evidenziare le opere "La zucca i filosofi e la luna" (1999-2000), "L'uovo di Alfred, omaggio a Hitchcock" (2007), "Ritorno a Urbino" (2007) e "Complotto" (2008).

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