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attualità
due santi

Il riconoscimento della santità dell'umile frate Padre Pio da Pietrelcina e di Monsignor José María (o Josemaría come si firmava) Escrivá de Balaguer y Albás, marchese di Peralba, costituisce un ulteriore segno di come Giovanni Paolo II non tema di apparire politicamente scorretto. Con un iter del tutto inconsueto, considerando i tempi medi della Chiesa in tema di proclamazione di santi e beati, Padre Pio è assurto alla gloria degli altari a soli trentatré anni dalla morte, Josemaría Escrivá addirittura dopo ventisei. Ma non è la brevità dei processi canonici che accomuna Padre Pio ed Escrivá, quanto il fatto che si tratta di due personaggi ampiamente contestati in vita e, per quanto riguarda il secondo, anche dopo la morte. Per il resto si tratta di due santi diametralmente opposti, in quanto completamente diversa era la loro visione della fede e del mondo. Anche i loro fedeli sono diversi. Invocano Padre Pio devoti in gran parte di estrazione popolare, legati ad una visione della fede taumaturgica e provvidenziale, mentre i membri dell'Opus Dei, l'associazione di laici fondata del prelato spagnolo, sono spesso intellettuali, dirigenti, imprenditori. Padre Pio fu perseguitato dall'ala laica e razionale della Chiesa, bollato come isterico da Padre Agostino Gemelli, spiato nel confessionale da confratelli poco ligi al segreto della confessione, trascinato senza capirne molto nelle speculazioni di un banchiere senza scrupoli. Escrivá fu osteggiato da ambienti vaticani che mal sopportavano il suo attivismo e la straordinaria fortuna dell'Opus Dei in un periodo storico in cui andava per la maggiore l'idea di una Chiesa defilata, ecumenica, addirittura di un cristianesimo sganciato dalla trascendenza. I membri dell'opera furono accusati, e lo sono tuttora, di essere parte di una specie di massoneria cattolica, dedita a prendere il potere e ad aiutare i confratelli a fare carriera. Nulla di tutto questo. Per regola entrano dell'opera, in qualità di numerari (altra cosa gli ottantamila cooperatori), solo laureati, preferibilmente ingegneri, determinati, per specifico comandamento del fondatore, a diventare santi cercando di essere perfetti nel proprio lavoro; è ovvio che cristiani di questa sorta siano i primi a raggiungere l'ufficio e gli ultimi ad andarsene, severi con sé e con gli altri, perfezionisti, decisi, talvolta intransigenti. L'opera più conosciuta di Escrivá, "Cammino", più che un trattato di meditazione sembra un ordine del giorno per militari, con esortazioni del tipo "abituati a dire di no" o considerazioni del genere "non sei una moneta d'oro che deve piacere a tutti". È ovvio che un santo del genere non sia apprezzato in ambienti felpati, bipartisan e politically correct.

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