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Bin Laden
di Ada

Vi ricordate la primula rossa? Un uomo imprendibile, forse inesistente, forse un angelo o forse un diavolo. Non si sa. Per tanti antiamericani o antioccidentali lo sceicco miliardario saudita lo sta diventando in questi giorni: lo cercano tutti, è vivo o è morto? Se preso verrà processato, ma forse è meglio per tutti che venga ucciso con le armi in mano dagli antitalebani o lapidato dalle donne afgane, dicono i giornalisti della carta stampata o delle TV inviati sul posto. E' probabile, qualunque possa essere la sua sorte, che negli anni futuri diventi un' "icona" per i giovani irrequieti di mezzo mondo, islamico o non, come lo è stato il "Che".
Un contributo indiretto ma sostanziale lo stanno dando osservatori seriosi e spesso inconcludenti che nelle ricorrenti disamine della situazione sembrano aver dimenticato che stanno parlando di un uomo che ha distrutto migliaia di vite umane in un sol colpo, allarmando centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Non stiamo parlando dei cosiddetti pacifisti (a senso unico) pronti a marciare per le cause (quasi sempre perse) più disparate, ma di autorevoli opinionisti o ritenuti tali. Citiamo due casi fra i tanti: un ex uomo d'armi si esprime perentoriamente due mesi fa, all'inizio dei bombardamenti americani, per una guerra lunga e micidiale, ritiene che gli americani stanno per commettere un grave errore col rischio di crearsi con le proprie mani un nuovo "Vietnam". Purtroppo per lui il castello di ipotesi allucinanti crolla in poche settimane, ma imperiosamente sottolinea che sì i talebani sono stati sconfitti quasi in un batter d'occhio, però Bin Laden è scomparso e se è vivo vuol dire che gli USA hanno sbagliato tutto e via discorrendo. Un ex diplomatico non è da meno: Osama ha perso ma gli americani non hanno vinto, afferma apoditticamente. Può darsi, ma parole del genere non fanno altro (soprattutto dopo l'ultima apparizione dello sceicco in TV) che alimentare le agiografiche speranze di cui dicevamo all'inizio.
Insomma l'icona si sta disegnando, un fumetto di portata planetaria, un superman senza paura anche se con molte macchie, di cui si parlerà ancora per qualche secolo.

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