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elzevirino
a ciascuno il suo
di D. B. V.

A che punto di degrado sia giunta la politica italiana, quanto distante sia ormai l’egemone “intellighentia”, per niente intelligente, delle sinistre dal sentimento popolare più genuino e naturale, è dimostrato – tra il molto altro – dalla centralità del dibattito in corso sul così detto DDL Zan: un disegno di legge che, avanzando la motivazione di voler reprimere violenze e discriminazioni contro omosessuali e transessuali, in realtà reprimerebbe incostituzionalmente la libertà di pensiero, oltre a voler imporre la trattazione “non discriminante” di certa delicatissima materia anche agli scolari di tenera età. Roba da non credere. Premesso che Codice penale e specifiche leggi già vigenti offrono tutti gli strumenti per sanzionare ogni condotta violenta e ogni atto realmente persecutorio motivato da intolleranza verso le scelte sessuali di ciascuno, vi sembra concepibile che con l’emergenza sanitaria da affrontare, il dramma economico ed occupazionale da soccorrere, lo sfascio dei servizi e la scuola a pezzi da ricomporre, la ricostruzione post-sismica che stenta, l’immigrazione irregolare che dilaga con tutti i lutti connessi, le mafie che s’allargano, il debito pubblico che inchioderà i pronipoti dei nostri nipoti, la crisi di denatalità e la mancata formazione di nuove famiglie naturali che sta sclerotizzando l’Italia……i partiti e il Parlamento si dedichino per ideologia transgender a una pdl siffatta, a firma di un oscuro parlamentare diventato solo per essa una celebrità del momento?!?! Prendiamo atto che, tra tanti “mediatori delle assurdità”, un presule di spicco come mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto-Norcia e autorevole Presidente della Conferenza Episcopale Umbra, si è pronunciato in solenne omelia con serenità e chiarezza sull’argomento. Ciascuno è libero di amare chi vuole- ha ribadito – ma la singolarità e unicità della famiglia è costituita dall’unione dell’uomo e della donna. L’orientamento sessuale di ciascuno è inviolabile e non può giustificare alcuna intrusione discriminatoria – ha sostanzialmente voluto precisare – ma esistono già presìdi per prevenire e reprimere; mentre è assurdo cancellare il dualismo naturale uomo-donna sostituendolo con una sorta di “autopercezione” individuale, neanche stabile. Gravissimo è poi attentare (e la difesa contro la violenza è tutt’altra cosa) alla libertà di pensiero in quanto tale: “Sottoporre a procedimento penale” ricorda mons. Boccardo “chi ritiene che la famiglia esiga per esser tale un papà e una mamma – e non la duplicazione della stessa figura – significherebbe introdurre un reato di opinione!”.

articolo pubblicato il: 29/05/2021 ultima modifica: 11/06/2021

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