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Isabella di Castiglia
di Teddy Martinazzi

La vittoria dei popolari e della destra di Vox nelle elezioni anticipate per la presidenza della Comunità di Madrid non giunge inaspettata se non per i liberali di Ciudadanos che credevano di andare a pesare di più ed invece si sono dimostrati in via di estinzione. Ma la vittoria della presidente uscente Isabel Ayuso potrebbe anche costituire il preludio di una vittoria del centrodestra anche a livello nazionale, con ripercussioni di non poco conto sulla futura società spagnola.

In Spagna da molti anni a questa parte il dibattito politico, alimentato dai grandi media, non si è incentrato sull’economia e sulla lotta alla povertà, che pure meriterebbero una puntuale attenzione, bensì si è discusso e legiferato sui cosiddetti “diritti umani”, facendo della Spagna un Paese all’avanguardia in Europa e nel mondo in tema di legislazione in favore dei gay e dei gender.

Probabilmente, però, esiste una Spagna diversa da quella dei quartieri bene delle grandi città, soprattutto del nord e del nord-est. Quest’altra Spagna, quella dei disoccupati e dei sottoccupati dei quartieri di periferia, si unisce a quella degli innumeri piccoli centri abitati dove si vive seguendo ritmi ed usanze ancora legati alla Spagna dei padri, quella che un secolo fa si interrogava se fosse stato più giusto “europeizzare la Spagna” o, al contrario “ispanizzare l’Europa”.

Per molti spagnoli, chissà, europeizzare non significa parlare di identità di genere ai bambini, ma risolvere i problemi di sussistenza di tante famiglie.

articolo pubblicato il: 05/05/2021 ultima modifica: 18/05/2021

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