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cultura
la bacca che ha svegliato il mondo
di Carla Santini

Fra i tanti riti che scandiscono la giornata, uno dei più rispettati è senza dubbio quello del caffè. A metà mattina, dopo pranzo, come momento socializzante, come occasione per entrare in un bar che, guarda caso, spesso si chiama "caffè". La parola "caffè" è un esempio di giustapposizione di significati: arbusto, bacca, merce, rito, costume, luogo. Si potrebbe definire codice non di un'unica realtà culturale o sociale, ma di milioni di persone. Le varianti delle diverse qualità, legate alle caratteristiche dei terreni, comunque compresi fra i Tropici, in cui l'arbusto viene coltivato, e delle modalità di preparazione non intaccano il merito del suo valore intrinseco.
La scoperta del caffè, come del resto quella di tutte le piante entrate nella alimentazione umana, fu casuale. Le involontarie cavie furono delle capre al pascolo su un altipiano etiopico. Intente a brucare erba, avide come sono, non si fecero scrupolo di mangiare le bacche di un arbusto inopinatamente sistemato sul loro cammino; ben presto, la caffeina le obbligò a saltare qua e là. Lo sconcertato pastore guardava le sue capre impazzite e in virtù di una sorta di solidarietà che unisce l'uomo agli animali volle mangiare anch'egli le stesse bacche. Non si sa se abbia avuto crisi ipertensive o altro oltre una grande euforia, certo è che da allora, V secolo, il caffè fece la sua comparsa fra gli alimenti sfiziosi degli uomini. (Chi non ricorda dalle letture del liceo, la vicenda dei Lotofagi, osservati con meraviglia da Ulisse, e di Glauco, trasformato in divinità marina dopo aver visto i pesci pescati risaltare arzilli in acqua, dopo aver mangiato le foglie di uno sconosciuto arbusto).
Gli Arabi, per primi, ne colsero il gusto e le proprietà e lo introdussero in Europa nel XVII secolo. Si dice che Papa Clemente VII, sensibile agli effetti della gustosa bevanda, dopo aver benedetto quella inquietante polvere, ne consentì la commercializzazione. Nel 1640, a Venezia, fu aperta la prima "bottega del Caffè". Il successo del caffè fu consolidato nel secolo successivo, quando Spagna e Portogallo impiantarono per primi coltivazioni intensive di caffè nei possedimenti oltreoceano.
Il caffè al pari di altri alimenti non ha conosciuto mai momenti di crisi. Anzi, ha trovato spazi per gustosi cammei anche nei film neorealisti di casa nostra, che al pari del desiderio di pacificazione sottolineavano il desiderio di un caffè che cancellasse quelle terribili bevande fatte di carrube, fave, ghiande, tarassaco, cicoria, orzo tritati.

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