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il sesso non fa vendere

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Applied Psychology, i programmi televisivi con contenuti di sesso esplicito e di violenza diminuiscono la capacità del pubblico di ricordare la pubblicità inserita all'interno dei programmi stessi, con conseguenti perdite di denaro per le ditte pubblicizzate.
In un esperimento condotto dalla Iowa State University, 334 adulti hanno seguito programmi particolarmente violenti o con sesso nei quali erano stati inseriti nove spot di prodotti alimentari o per la casa ed altri programmi, del tutto privi di scene forti. Subito dopo la visione e a ventiquattro ore di distanza i volontari dovevano ricordare i prodotti pubblicizzati. I risultati sono stati deludenti per gli spot inseriti nel primo tipo di programmi, mentre il ricordo è stato eccellente per la pubblicità nei programmi innocui.
Secondo i ricercatori, una ragione possibile risiede nel fatto che i contenuti sessuali o violenti riducono l'attenzione agli annunci e la conseguente memoria di questi.
La perdita di attenzione riguarda gli adulti di ogni età, sia uomini che donne, indipendentemente dal fatto che i programmi siano stati apprezzati o no, con speciale incidenza per quanto riguarda il segmento dai diciotto ai ventiquattro anni di età.
Una seconda fase della ricerca, non ancora terminata, prevede la visione di spot con contenuto sessuale o violento, poiché si pensa che le persone ricordino l'annuncio ma non il prodotto pubblicizzato.
Il perché dell'eccessiva quantità di programmi con contenuti forti prodotti nel mondo sta nel fatto che possono essere rivenduti con facilità nel mercato globale, poiché sesso e violenza non necessitano di traduzione, né sottigliezza psicologica, né particolare attenzione alla caratterizzazione dei personaggi, ma soprattutto perché per seguirli non è necessaria una profonda cultura.

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