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attualità
gli Ebrei ed il vescovo di Mallorca

Il 1492 è conosciuto essenzialmente per la scoperta dell'America. Molti, almeno in Italia, ignorano che fu l'anno in cui i Re Cattolici espulsero gli ebrei dalla Spagna, molti di meno coloro che sanno che l'editto riguardò tutte le terre appartenenti alle corone di Castiglia e D'Aragona, quindi anche la Sardegna e la Sicilia. Un professore siciliano dell'Università di Francoforte, Vito Lo Sgrudato, ha effettuato approfondite ricerche sulla comunità giudaica di Cammarata, cittadina dei Monti Sicani, scoprendo le tracce di un'antica ruberia ai danni della moschitta, come era chiamata con termine derivato dall'arabo la sinagoga di Cammarata (mezquita in spagnolo significa moschea). Fu nella sinagoga che gli ebrei si rifugiarono per fuggire alle angherie del signorotto locale, il barone Abatellis, malgrado che il viceré De Acunha cercasse in ogni modo di ritardare l'ordine di espulsione. In quel clima avvenne che molti cristiani comprassero per pochi denari o si appropriassero indebitamente di pregevoli manufatti dell'artigianato locale. In un modo o nell'altro, i rinomim della sinagoga finirono nelle mani del mercante Francesc Puig. I rinomim sono due bocce d'argento dorato finemente lavorate in stile orientale e bizantino che servivano a tenere il rotolo della torah. Il mercante dopo un po' ne fece dono alla cattedrale di Palma de Mallorca. Nel museo del tesoro di quella chiesa i due rinomin sono rimasti pressoché ignorati fintanto che il professore cammaratese non è riuscito a scoprirne le tracce. A nulla, però sono valse le sue richieste al vescovo maiorchino, prima per esporre i rimonim in una mostra a Cammarata, poi per averne almeno due copie. Fino ad oggi il vescovo non ha autorizzato nemmeno l'esecuzione di due gigantografie. L'ultima testimonianza di una fiorente comunità di artigiani resta preclusa alla vista degli abitanti di Cammarata (salvo che non si rechino in Spagna).

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