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elzevirino
il centurione
di Ada

Il Comune di Roma è corso ai ripari quando la situazione era divenuta insostenibile: il falso centurione del Colosseo che si offriva cordialmente ai turisti per farsi fotografare insieme con loro era ormai divenuto quasi un simbolo della Città Eterna, più conosciuto con le sue singolari fattezze a Tokio o a New York dello stesso sindaco Veltroni. Anche nel più sperduto paesino del Texas l'immagine della sorridente comparsa italiana fa ormai bella mostra di sè nel salotto della famigliola americana, come una volta la riproduzione della gondola di plastica o del Vesuvio impennacchiato. E poi un solo (o poco più) poteva pure andare, ma un'intera legione era troppo. E i vestiti? Non si capiva più niente: ma quanti centurioni aveva l'antica Roma, le corazze di latta erano dorate o di plumbeo ferro. l'elmo doveva avere il pennacchio o un rostro di barbarica memoria, il gladio (di legno) poteva andare, ma qualcuno non trovando di meglio dal rigattiere si era armato di una bella scimitarra. E poi i calzari? Qualcuno (lo stesso della scimitarra?) nei giorni di pioggia aveva optato giudiziosamente per un bel paio di Clark. Insomma così non si poteva andare avanti. Erano troppi e troppo trasandati e il Comune ha deciso che non potranno essere più di cento (appunto i centurioni) e chi sarà in disordine non potrà più lavorare. Tutto sarà previsto nell'ordinanza sindacale e nessuno dei cento potrà chiedere all'ignaro turista più del dovuto, un sesterzio o giù di lì. Meno male che quei baldi giovani saranno dei liberi professionisti, a Napoli li avrebbero nominati e assunti come lavoratori socialmente utili.

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