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finanza
lo statuto della BCE
di Domenico Massa

Nella tragedia che stiamo vivendo emerge in maniera vergognosa la pletora di personaggi che non esitano ad aprire bocca e dare fiato. Un esempio emblematico è rappresentato dai commenti espressi circa gli effetti della conferenza stampa tenuta dalla governatrice protempore della BCE Christine Lagarde. Nella tarda serata del 12 marzo e in tutta la mattinata del 13 si sono sprecati i commenti che derubricavano a “gaffe” le parole della Lagarde a proposito del fatto che la BCE non ha tra i propri compiti la riduzione degli spread: cioè il differenziale tra i titoli governativi dei vari Stati membri.

La Lagarde ha detto esattamente ciò che è vero. Certo non poteva dire che quando era stato stilato lo Statuto della BCE nessuno aveva pensato di dotare l’Istituzione Europea di strumenti adatti a supportare l’Unione in momenti difficili come quelli che stiamo vivendo.

Nelle citazioni dei vari commentatori sono spesso sbagliate le date che riportano ad aventi passati. Qualcuno faceva riferimento ad interventi di Draghi nel 2014, mentre invece Draghi parlò per la prima volta di armi non convenzionali nel febbraio del 2016, subito dopo che nel gennaio 2016 si era reso conto che la sua “moral suasion” non aveva ottenuto l’effetto desiderato e lo sforzo per risollevare i mercati non aveva dato i frutti sperati.

Una cosa è certa: la BCE deve essere assolutamente autonoma ed affrancata dalla politica così come lo è qualsiasi Banca Centrale.

Le difficoltà della BCE aumentano enormemente rispetto alle Banche Centrali degli altri Paesi, perché nel suo statuto lo scopo è solo quello di stabilizzare l’inflazione entro un range ben preciso. Oggi servirebbe ben altro, perché la crisi di oggi è molto diversa da quella del 2008. Nel 2008 la crisi era partita da una falla nel Sistema che aveva perso il controllo su una serie di strumenti finanziari; gli sforzi per arginare quella che diventò presto una crisi finanziaria non ebbero buon esito e la crisi da finanziaria si trasformò in crisi economica; la storia la conosciamo tutti.

Oggi ci troviamo da subito in una crisi economica come diretta conseguenza di un’emergenza sanitaria di portata globale. La soluzione può essere soltanto una: sostenere la liquidità di tutti coloro che sono stati colpiti in attesa e nella speranza che una volta arginata la “pandemia” si possa ritornare alla normalità. In buona sostanza si devono far arrivare nelle tasche di aziende e privati che non possono lavorare quelle risorse che permetteranno loro di non scomparire dal tessuto economico della Nazione. Avremo modo nei prossimi giorni di approfondire gli argomenti con delle riflessioni dedicate che mi farà un infinito piacere condividere. Troveremo sicuramente il tempo di ritornare puntualmente sulle parole della Lagarde alle quali molti hanno voluto ascrivere la responsabilità del vistosissimo crollo di borsa che è stato registrato giovedì. b

articolo pubblicato il: 14/03/2020 ultima modifica: 17/03/2020

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