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finanza
dittatura europea
di Domenico Massa

La modifica del così detto MES, meccanismo europeo di stabilità, infiamma l’agone politico. Naturalmente non ci si può cimentare sulle modifiche se non si conosce l’impianto già esistente.

Il m.e.s. impropriamente ribattezzato nella vulgata “Salva Stati” vide la luce a causa delle criticità determinate dalla crisi finanziaria del 2008. All’epoca sarebbe bastato un gesto di solidarietà tra i cittadini degli Stati Membri dell’Eurozona per racimolare una ventina di miliardi ed intervenire sul debito pubblico greco risparmiando ad un popolo, il cui PIL è pari a quello di una piccola regione di un qualsiasi Stato membro tra i più industrializzati, le pene dell’inferno. In mancanza di un immediato intervento umanitario la crisi del “debito pubblico” si allargò e un buchetto di pochi miliardi di euro si trasformò in una voragine alla quale “qualcuno“ pensò di porre rimedio con il MES.

Alla nascita del mes nel settembre del 2012 l’Internazional Bussiness Time titolava: “Via libera al ESM: è l’inizio di una nuova dittatura europea?”. Leggendo l’articolo si possono apprendere diverse criticità del mes e la consapevolezza che l’Italia non lo avrebbe mai dovuto firmare. La lista delle criticità è lunga, ma una fra tutte dovrebbe aprire gli occhi anche al più sprovveduto e meno informato degli spettatori. All’Italia è richiesto un impegno finanziario pari a 125,3959 miliardi di euro.

Per dare una dimensione all’impegno è sufficiente calarsi all’epoca dei fatti cioè nel 2012 e ricordare la situazione economica dell’Italia.

Lo stesso Presidente del Consiglio pro tempore Mario Monti non esitava a rappresentare l’Italia sull’orlo di un precipizio economico-finanziario tale da giustificare riforme strutturali, che incisero pesantemente su una larga fascia della cittadinanza. In quale posto avremmo potuto attingere le risorse necessarie ad onorare la nostra quota di partecipazione se non ricorrendo ad ulteriore debito?

Immagino che interpellando un qualunque pastore sul quesito se firmare il trattato, questi accoccolato all’ombra di un arbusto e ben abituato a far funzionare il proprio cervello mentre controlla le pecore che pascolano con gli occhi sgranati risponderebbe: ”ma che ti si è annacquato il cervello?”

articolo pubblicato il: 03/12/2019 ultima modifica: 19/12/2019

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