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editoriale
l'ammiraglio torna a bordo
di Ada

La "Invencible armada" sta navigando in acque perigliose, ma l'almirante in capo non informato di quel che sta accadendo. Da quasi un anno ha pensato che la flotta pu anche fare da sola e che lui, in gran forma, pu dedicarsi ad altre faccende, soprattutto a quella di ammaliare come del resto ha fatto con i suoi connazionali, i capi dei grandi e piccoli Paesi che pian piano lo accolgono come uno di loro dopo le prime diffidenze. Un bel giorno qualcuno gli dice che le cose stanno precipitando in patria e che se non interviene subito c' il rischio che l'intera flotta, una grand'accozzaglia di navi, possa finire a fondo in un baleno. In questi ultimi giorni qualcosa di simile deve essere passato per la testa di Berlusconi che da ministro degli esteri ad interim se ne stava girando sorridente in mezza Europa: qui mi stanno silurando tutte le mie navi, concludeva. Nel giro di poche ore decideva con rammarico di lasciare subito la Farnesina, dopo aver traccheggiato per mesi, ammirato del suo giocattolo.
Non vi ormai giorno che possa passare tranquillo per la grossa maggioranza uscita dalle urne il 14 maggio dell'anno scorso, a causa dei tanti nodi non risolti al momento della nascita dell' alleanza di centro-destra. Fa acqua, per restare in ambiente marinaro, per le falle aperte in gran parte dai guastatori ex dc che la sanno lunga sul come fare e disfare i governi, non per niente vengono da una esperienza cinquantennale in materia. Sono riusciti infatti, per fortuna in parte, a modificare la legge finanziaria costruita dal ministro dell'economia, tanto da spingerlo alle soglie delle dimissioni, hanno costretto il ministro del welfare a far dissolvere nel nulla la storia dell'articolo 18 (che tanti sconquassi ha prodotto nell'opinione pubblica senza alcun risultato ) poi arrivata la stangata del caso FIAT; sulla riforma della giustizia meglio tacere con la magistratura frastornata da moniti e da leggi quasi solo declaratorie e controproducenti. Quel che sta avvenendo poi alla RAI era prevedibile. I presidenti delle Camere credevano di aver varato un CDA perfetto: tre consiglieri alla maggioranza e due alle opposizioni, era vero il contrario. Bel risultato, avallato dall'UDC, come si voleva dimostrare. Intanto Bossi fiuta aria irrespirabile e punta i piedi sulla devolution regionale; altrettanto con volto severo fa Fini sulla proposta d'indulto negando sicuramente il voto di AN. Entrambi vedono in prospettiva ravvicinata il ritorno alle urne e alzano il tiro. Ma Berlusconi si tolto dal capo la feluca di ambasciatore per riprendere quella di ammiraglio ed tornato a bordo. Le previsioni meteorologiche continuano per a parlare di acque agitate e riuscire a mantenere la rotta diventa sempre pi complicato.

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