torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

elzevirino
quant'è bella giovinezza (nove volte ripetendo)
di Teddy Martinazzi

Un tempo ormai lontanissimo la DC era rappresentata da gente in doppiopetto grigio che cantava Biancofiore e La Valsugana e stava sempre con il rosario in mano. Accadeva spesso che nei piccoli paesi la sede del partito fosse ospitata nelle canoniche.

Poi arrivò Lui, quello che fu dapprima soprannominato Nanetto e poi Ducetto, quello che si diceva che per sgranchirsi facesse "quattro passi sotto al letto". Le cose cambiarono immediatamente; via dalle canoniche, via gli incontri nei refettori dei religiosi, mentre una generazione di manager in blazer si allogava nei consigli di amministrazione delle grandi imprese a partecipazione statale, ENI, STET (che controllava SIP e RAI), Finsider, Finmeccanica e via partecipando. Il top lo si raggiunse con la nazionalizzazione dell'energia elettrica. Al democristiano non far sapere quanto è buono il foraggio con l'ampère, rideva qualcuno (per non piangere). E anche l'ENEL divenne occasione di poltrone e di assunzioni di massa.

Oggi c'è un altro Lui, sicuramente dal fisico più prestante dell'originale (non ci vuol molto), che dimostra ogni giorno, ribadendolo anche nove volte di seguito, di non dimenticare il bel tempo che fu, quando non si sa quante aziende erano sotto il controllo dell'IRI, gruppo industriale sostenuto dalle tasche del contribuente che poteva competere per numero di addetti con qualsiasi multinazionale sulla faccia della terra.

La gioventù è sempre un bel ricordo, soprattutto se la si è vissuta dietro una scrivania megagalattica di fantozziana memoria, ma Lui non sembra rendersi conto che i tempi sono mutati, che non basta più essere un amico di corrente, di "quella" corrente, per entrare in RAI, al Giorno, all'agenzia Italia, per trovare uno stipendio sicuro all'ENEL, da megadirettore o da addetto al controllo dei pali della luce in campagna, a seconda dei titoli e/o dei voti sicuri.

A nostro modestissimo parere, sarebbe più decoroso che certi ricordi di giovinezza (absit iniuria verbis), chi ce li ha (fortunato lui), li tenesse nel cassetto, senza sbandierarli come un titolo di vanto.

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it