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cinema
"cento chiodi"
di Franco Olearo

Italia 2005
Regia:
Ermanno Olmi
Durata: 105'
Produzione: Cinema Undici, Rai Cinema
Sceneggiaura: Ermanno Olmi
Interpreti: Raz Degan
Genere: Drammatico

Un giovane professore dell'Università d Bologna trova inutili tutti i suoi studi e dopo un gesto clamoroso ai danni della biblioteca universitaria, simula un suicidio e decide di vivere da barbone in piena campagna lungo gli argini del Po.Non tarda a fare amicizia con le persone semplici del vicino paese, che lo considerano una specie di novello Gesù

La regia di Cento chiodi mostra i segni inconfondibili dello stile narrativo di Ermanno Olmi ma questa volta ci troviamo di fronte a una singolare novità.

Il nostro autore ha sempre cercato di trasmetterci un preciso messaggio attraverso le sue opere (basti pensare all'invito a un pacifismo conciliatore insito nel suo ultimo Cantando dietro i paraventi) ma lo ha fatto sempre in modo cinematografico, cioè mostrando più che spiegando. Ora con I cento chiodi, oltre a recuperare un'ambientazione contemporanea, sceglie, stranamente, la strada del pamphlet, della dichiarazione esplicita.

Il messaggio è appena velato di simbolismo surreale (il protagonista si mette letteralmente a inchiodare cento libri di contenuto religioso presenti nell'antica biblioteca dell'università dove insegna) ma per il resto viene esplicitamente declamato nei punti nodali dello sviluppo della narrazione.

Si inizia con l'ultima lezione tenuta dal professore prima della pausa estiva: " viviamo in un mondo dove ogni azione si in converte in profitto, tutto viene fatto in vista di un guadagno; in un un'epoca in cui la vita stessa é una mascherata e la felicità del vivere è falsa come l'arte che la esprime, in una simile epoca di perduta genuinità, è forse la follia la soluzione per la nostra esistenza?"

Segue il colloquio con una studentessa indiana che intende preparare una tesi su "La donna come tramite della volontà divina"; quando lei confessa il suo sogno di ragazza di voler salvare il mondo, il professore le risponde che "è già tanto salvare noi stessi" e presole la mano, le sussurra (in inglese, perché fa più fino):: "Sente il calore? C'è più verità in una carezza che in tutte le pagine di questi libri". Segue bacio (vorrei timidamente osservare che dietro un professore che si mette a baciare le sue studentesse più carine non c'è la trasmissione di chissà quale profondo messaggio filosofico ma il più sleale dei trucchi per il più elementare degli istinti).

Fermato dai carabinieri perchè giustamente sospettato di aver "inchiodato" i più prestigiosi manoscritti della biblioteca, è lui che inizia a porre delle domande al suo inquisitore: "Quanti libri ha letto negli ultimi anni?" Di fronte all'ovvio silenzio imbarazzato di quel semplice servitore dello Stato, ecco che implacabile arriva lo slogan a favore di un mondo illetterato: "C'è più calore in una tazza di caffè presa assieme agli amici che in tutti i libri che ha letto nella sua vita".

Risolutivo è infine il colloquio con il sacerdote suo collega di università, che passava lunghe ore a leggere libri sacri nella biblioteca e che ora è andato a trovarlo in cella: "Quei libri io li amavo; in quei libri c'è tutta la sapienza del mondo". "E' una truffa!." ribatte il professore. "Che cosa dici, la parola di Dio è una truffa?". "Dio non parla con i libri: i libri possono servire a qualsiasi causa". "Dio ha riposto in queste pagine parole di vita eterna!" "E' Dio il massacratore del mondo! .. Nel giorno del giudizio, sarà Dio che dovrà render conto di tutta la sofferenza del mondo!".

Nel film è presente l'altro Ermanno Olmi, il grande regista di documentari e sotto questo aspetto rifulge tutta la sua sincera ispirazione, il suo amore per la natura. Il fiume Po si muove lento e sinuoso fra le sue sponde, sotto un sole abbacinante o luccicante al chiarore della luna piena. La pioggia cade su alberi e arbusti scossi dal vento quasi fosse il dono di una nuova vita. Le feste campagnole dove contadini dai ruvidi volti si rallegrano al suono di una fisarmonica (ma si tratta di vecchi pensionati che oziano senza nulla di specifico da fare: troppo poco e troppo facile per rappresentare un mondo idilliaco lontano dalla frenesia delle città).

Alcune intuizioni visive confermano le doti di questo pur grande autore di cinema: il vecchio sacerdote curvo sui libri in fondo all'antica biblioteca semibuia, il battello che di notte attraversa il Po mentre sulla tolda illuminata una coppia solitaria balla fellinianamente al suono di una lenta melodia da balera romagnola.

Complessivamente la contestazione di Olmi a un mond che si muove sullo stimolo del solo profitto appare inconcludente. Se veramente voleva contestare il consumismo moderno, avrebbe più propriamente dovuto attaccare la televisione e altre moderne droghe comunicative, non prendersela con dei manoscritti antichi. In realtà pare la direttrice principale del suo attacco è la religione cristiana, rea di averci distolto, con il miraggio di una realtà soprannaturale, dai veri valori umani che possiamo cogliere su questa terra.

La "religione dell'umano" ha conquistato un altro seguace.

(per gentile concessione di www.familycinematv.it)

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