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attualità scientifica
bevande rinfrescanti autorefrigeranti

Tutti i giorni, il sole bagna il pianeta con energia gratuita, tuttavia, finora, pochi sistemi possono approfittarne tanto per scaldare quanto per raffreddare un oggetto. Ma, finora. Sta, infatti, per essere messa a punto una pellicola molto sottile, che cattura sulla sua superficie cellule solari come fossero bombe di calore e si converte in refrigerante sulle pareti, sulle finestre e forse, tra un po', sulle bottiglie come un vero e proprio sistema di controllo di climatizzazione.

Da quattro anni, un gruppo di ricercatori sta lavorando su un prototipo del sistema ABE (Active building envelope). Composto da pannelli solari, da dispositivi allo stato solido, da bombe termoelettriche di calore e da un apparato di immagazzinamento per ridistribuire energia nei giorni di pioggia, il sistema ABE riesce a scaldare e a raffreddare, oltre ad operare in modo silenzioso ed essere privo di parti mobili.

La National Science Foundation (NSF) sta appoggiando tutta l'intera ricerca nella prospettiva di una applicazione su scala micrometrica. I progressi su questa pellicola sottile potrebbero favorire la produzione di coperture termiche funzionali sul modello ABE.

Un'altra applicazione potrebbe aversi anche sulla superficie dei palazzi qualora si ritenessero obsoleti i sistemi tradizionali dei condizionatori d'aria.

E' giÓ possibile ipotizzare l'utilizzazione in diversi settori industriali quali quelli aerospaziale e automobilistico.

Da qui a pensare a bottiglie di bevande rinfrescanti che si autorefrigerano il passo Ŕ breve.

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