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speciale la guerra civile spagnola
scoppia la guerra
di Alberto Rosselli

Riassumere i molteplici eventi di carattere militare e politico che caratterizzarono la Guerra Civile Spagnola, con le connesse implicazioni di matrice religiosa, sociale e diplomatica, interne ed esterne, che ne disegnarono i frastagliati contorni, non č cosa agevole. E' invece possibile tentare in questa sede un succinto, e speriamo esauriente, tentativo di ricapitolazione delle tappe del conflitto, con brevi cenni ai principali eventi collaterali. Dopo la rimozione, decretata il 10 aprile del 1936 dalle Cortes, del presidente Alcalā Zamora (accusato di avere ecceduto nei suoi poteri) e la successiva elezione (10 maggio) del suo successore Manuel Azaņa, il movimento falangista e nazionalista decise di rompere gli indugi, paventando l'instaurazione di un regime comunista. E il 18 luglio, il conflitto fratricida spagnolo ebbe ufficialmente inizio con la rivolta dei comandanti della guarnigione di Melilla (Marocco spagnolo), diffondendosi rapidamente a molte guarnigioni della madrepatria (Cadice, Siviglia, Burgos, Salamanca, Saragozza, Vigo, Valladolid, Oviedo, Palma de Maiorca) e a diversi, importanti, distretti militari regionali. Da parte sua, il governo repubblicano riuscė a controllare la situazione nelle due principali cittā iberiche (Madrid e Barcellona) e in altri centri e regioni come quelle di Saragozza, Valencia, Alicante, Murcia, Malaga, Santander e Bilbao. Poco dopo il pronunciamiento, tutti i partiti di sinistra e di centro facenti parte del governo si unirono nella resistenza agli insorti e, come prima mossa, il presidente Azaņa dichiarō confiscate tutte le proprietā della Chiesa (28 luglio). I principali leader delle forze ribelli nazionaliste, il generale Francisco Franco (che nel frattempo si era trasferito dalle Canarie al Marocco), il generale Emilio Mola, il generale Sanjurjo (che di lė a poco morirā in un incidente aereo) e il generale Queipo de Llano, riuscirono a portare dalla loro parte la maggior parte degli ufficiali e dei soldati dell'esercito e dell'aviazione, e del Corpo "marocchino". Il 30 luglio, a Burgos, gli insorti formarono una Giunta di Difesa Nazionale, proprio nel mentre le potenze straniere principalmente coinvolte, ideologicamente ed economicamente nel futuro conflitto (Francia, Inghilterra, Italia, Germania e Unione Sovietica) iniziarono a prendere posizione per uno dei due schieramenti. Francia, Unione Sovietica e Inghilterra (seppur con sfumature diverse) si schierarono con la Repubblica, mentre Italia e Germania parteggiarono per i Nazionalisti, seguite dal Portogallo che fornė a Franco non meno di 20.000 volontari, garantendo la sicurezza delle frontiere con i territori occupati dai ribelli. Nel corso della guerra, Unione Sovietica e Francia da un lato e Italia e Germania dall'altra inviarono ai rispettivi partner iberici ingenti quantitativi di rifornimenti, armi, mezzi, volontari e consiglieri militari. Il governo di Mosca inviō anche parecchi commissari politici incaricati da Stalin di controllare e, se possibile, dirigere l'andamento delle operazioni militari e scatenare una feroce (e dannosissima) lotta sotterranea alle organizzazioni trotzkiste e anarchiche invise al dittatore russo.

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