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Beirut, bel suol d'amore
di Teddy Martinazzi

Secondo la vulgata corrente, a destra ci dovrebbero essere i falchi, i guerrafondai, gli interventisti, mentre a sinistra le colombe, i pacifisti, gli internazionalisti. Stando a quanto è successo con la partecipazione dell'Italia all'avventura irachena, con cortei, marce e manifestazioni varie, i conti dovrebbero tornare.

Ma non è precisamente così. Quando dalle basi aeree su suolo italiano partirono i bombardieri a "portare la pace" in Bosnia, solo una parlamentare dell'allora PDS votò contro. Quando un governo presieduto da un diessino "portò la pace" nel Kossovo, si scoprì subito, nonostante alcuni maldestri tentativi di depistaggio, che gli aviatori italiani non si limitavano ad un'opera di supporto logistico, ma sganciavano anche le loro brave bombe, sia pur intelligenti. Esattamente come successe nella prima guerra del Golfo, affrontata con il beneplacito dell'allora Segretario del PCI.

L'attuale Governo non ha esitato ad inviare i soldati in Libano, con il pacifico casco blu dell'ONU in testa, ma pur sempre con il mitragliatore in braccio. Questa volta non sono apparse milioni di bandiere arcobaleno alle finestre, non ci sono stati cortei e manifestazioni, mentre alla tradizionale marcia per la pace Perugia-Assisi si sono udite grida inneggianti all'ONU. I soldi che l'erario tirerà fuori non sono indispensabili per la nostra economia e se le cose (speriamo vivamente di no) dovessero prendere una brutta piega non ci sarà qualcuno a tuonare in Parlamento, né chi ricorderà come allo sciagurato check point di Mogadiscio i carri armati non poterono soccorrere i paracadutisti sotto tiro perché il mandato ONU prevedeva solo l'uso di armi leggere.

Qui nasce spontanea una considerazione. Esistono indubbiamente i guerrafondai, coloro che amano la guerra per la guerra, che vorrebbero il mondo un grande campo di battaglia, che sicuramente sono cattivi d'animo e godono delle altrui sofferenze. Il consiglio che si può dare a questi facinorosi è quello di votare sempre rigorosamente a sinistra, perché così potranno assistere in televisione agli sbarchi dei nostri fucilieri di marina senza dover convivere con le proteste importune dei pacifisti. Con un Governo di sinistra le "missioni di pace" sono assicurate, perché ci saranno sempre conflitti, nel mondo, ove portare il casco blu "di pace", magari con inserito il ciuffetto di piume del bersagliere.

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