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attualità scientifica
il mistero delle rocce esplosive

Una equipe di scienziati ha risolto un mistero geologico che durava da quarantacinque anni.

Nel 1960 l'oceanografo Dale Krause annunciò la scoperta di straordinarie rocce vulcaniche in acque profonde di fronte alla costa del Messico, vicino all'isola della Guadalupa. Erano rocce che, non appena portate in superficie, esplosero.

Una equipe di geologi statunitensi e messicani, a bordo della nave scientifica Roger Revelle, dellIstituto Scripps di Oceanografia, ha esplorato la regione adesso denominata Popcorn Ridge, nell'intento di localizzare con precisione il luogo esaminato dal professor Krause che, per problemi di navigazione, non era stato a suo tempo registrato.

Una ricerca con il sonar ad oltre tre chilometri di profondità ha rilevato la presenza di un piccolo vulcano, subito battezzato Krause, perché alcuni campioni di roccia appena portati in superficie si sono messi ad esplodere come mortaretti.

Secondo i ricercatori gli scoppi sarebbero dovuti all'alta concentrazione di gas vulcanici contenuti in bolle interne alle rocce che esplodono quando escono dalla pressione idrostatica del fondo dell'oceano.

Barry Eakins e Dana Vukajlovich, responsabili della ricerca, ritengono il ritrovamento molto importante, perché i gas vulcanici contenuti nelle rocce, diossido di carbonio, vapore acque, elio ed argo, sono una rappresentazione fedele della concentrazione di gas nella crosta terrestre.

Le rocce esplosive daranno maggiori informazioni sui gas contenuti dalla Terra e siuteranno a comprendere meglio l'origine e la storia dell'atmosfera. Le rocce forniranno materia di investigazione per molti anni.

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