editoriale
si va ad elezioni anticipate?
di Ada

I sintomi c’erano tutti. Pochi n’avevano compreso l’interconnessione e la complessità della diagnosi. Naturalmente ci riferiamo al caso Berlusconi e alle difficoltà in cui si trova il presidente del Consiglio a causa di quel che gli è accaduto sin dall’aprile scorso, quando un giornale (La Repubblica) ha iniziato una campagna che ancora continua, senza alcuna remora, infischiandosene delle querele e via dicendo. Vediamo qualche risultato più evidente: la moglie ha chiesto il divorzio (è andata meglio al direttore dell’“Avvenire” il quale non è sposato e non poteva correre questo rischio), i figli (grandi e meno grandi) lo difendono ed è un bene per lui, gli amici di partito sono almeno divisi e rimangono nell’attesa degli eventi. Risultato: il Cav ha passato un’estate diciamo così, indimenticabile. Aboliti festini vari e festicciole di compleanno, Berlusconi, se non per il fatto che è di una tempra solida e dura- da tutti riconosciutagli- è apparso “stordito” e non dal caldo. Ma che fa. Non reagisce? Perché? Sostenuto da quattro amici sicuri è infine sembrato rintuzzare con forza inusitata. Ora si è ripreso e probabilmente lui sapeva poco di quel che stava avvenendo: il giornale di famiglia cambia direttore e sceglie un giornalista senza peli sulla lingua e sulla penna, il suo avvocato di fiducia gli dice “querela tutti”, il vecchio compagno di avventure televisive lo sostiene moralmente ed infine l’uomo che a Palazzo Chigi risolve tutti i problemi, tiene a bada i tiepidi dell’ ultima ora, e per quel che può, i poteri forti: Inutile fare i nomi, li conoscete tutti.

Quel che non si aspettava era invece che il sodalizio con Fini andasse in frantumi. Ma come, si sarà chiesto, anche lui? E’ normale, gli avranno detto, quando gli idoli, per così dire, rischiano di cadere, il colpo finale ti viene inferto da chi mai te lo avresti aspettato. Perché il delfino d’Almirante – chi l’avrebbe detto- punterebbe alla presidenza della Repubblica. Ma con i voti di chi?

Berlusconi, poi, questa volta in prima persona, riuniti i fedelissimi non ha alcuna intenzione di demordere. La voce che gira è che la Corte Costituzionale sarebbe orientata ad esprimere una sentenza negativa sul Nodo Alfano che protegge provvisoriamente le alte cariche dello Stato da iniziative giudiziarie. Sarebbe già pronta una nuova campagna mediatico-giudiziaria violentissima e dalle conseguenze imprevedibili. Il Cavaliere si rende conto del rischio di accerchiamento, dall’esterno e anche dall’interno ( da parte di Fini, naturalmente ) e perciò sarebbe orientato a chiedere elezioni anticipate con l’intenzione di “spazzare via” tutti gli avversari. Sarà così? E il PD – che non ha ancora un segretario di partito – sarebbe pronto allo scontro finale?

Un amico già comunista, ora non so più che cosa – visto quel che succede da quelle parti – è demoralizzato. “Quelli della sinistra tifano per Fini al Quirinale e lo voteranno – dice – ne sono certo”: “ Stai tranquillo, non accadrà” lo rassicuro non troppo convinto, ma per un amico si fa questo e altro. “Ma tu – chiede ansioso – cosa pensi di Fini? Rispondo: “Le sue cravatte sono orribili”.

articolo pubblicato il: 09/09/2009