cronache
"Dinastie e nobiltà europea"

Roma – VI Convegno nazionale di studi sul Diritto nobiliare
“Dinastie e nobiltà europea”
Presieduto dal prof. Emilio Petrini Mansi della Fontanazza

Sintesi dell’intervento di saluto dell’Avv. Domenico Benedetti Valentini, già Deputato e Senatore della Repubblica (a cura G.C. d’E.)

Illustri Autorità, gentili Amiche, carissimi Amici,

debbo sicuramente alla fraterna amicizia personale e culturale di Emilio e forse alla non lieve esperienza di queste sedi parlamentari, il piacevole onore di porgervi il “benvenuti” e l’augurio di proficui lavori. Non certo ad una specifica competenza nella materia che vi impegna, al di fuori della passione in generale per gli studi storici; né tanto meno a titoli nobiliari che non possiedo. Al riguardo nessuno si lasci ingannare dal mio... doppio cognome, in quanto lo stesso, stando alle mie ricerche, ha origine soltanto nel XVIII secolo per ragioni, essenzialmente, di… convergenza patrimoniale, com’era uso in particolari contesti familiari del tempo!

In verità, il comune interesse storico aveva fatto progettare a me ed Emilio una giornata di studi, nella mia città “ducale” e longobarda di Spoleto, su “Nobiltà come classe di governo”, partendo dalle stirpi patrizie locali dei Campello (protagonisti del Risorgimento), dei Collicola (grandi amministratori del Papa), dei Pianciani (che dettero il primo Sindaco alla città di Roma post-unitaria), degli Ancajani (tradizionali comandanti delle milizie, sia in regime “papalino” sia nei momenti di dominio francese), dei della Genga (che hanno dato alla Chiesa il Papa Leone XII), dei Marignoli (realizzatori di opere pubbliche, tra le quali il Teatro Nuovo che ospita gli spettacoli principali del Festival dei Due Mondi). Ma poi iniziative settoriali hanno anticipato e in certo senso depotenziato il disegno….

Oggi, comunque, non c’è bisogno d’essere aristocratici né titolati per comprendere che nella civiltà contemporanea c’è un acuto, anche se inconsapevole, bisogno di nobiltà e di tradizione, cioè di chi rappresenti valori alti e tramandi identità. Si tratta di contrastare un clima culturale, un insieme di costumi, che non è certo “popolare” – cosa che sarebbe preziosa e coinvolgente – ma piuttosto tristemente “plebeo”. Tutto sembra spingerci verso lo sradicamento dalle origini e ad una sorta di avulsione dal contesto storico, cioè dalle provenienze e dai destini. Per stare all’attualità politica, parlano spregiativamente e polemicamente di “populismi”, partiti e personaggi che proprio sul più superficiale e ipocrita timbro populista hanno costruito propaganda, consenso, autoperpetuazione nel potere politico, finanziario e burocratico!

A ben vedere, si riconosce a parole la necessità dei “corpi intermedi”, perché ogni società complessa e ben ordinata deve poter contare su soggetti autorevoli mediatori tra la comunità e i poteri apicali. Ma nei fatti si distruggono deliberatamente tali corpi sociali intermedi, alla velleitaria ricerca di massificazioni plebiscitarie, grottesche e liberticide. I poteri apicali, allora, non si trovano più, non hanno più volto né bandiera né responsabilità; la comunità è dispersa, anonima, senza più adeguata coscienza di se stessa.

Mi consentirete, perciò, di affermare che, al pari di ogni altro ordine ed istituzione, anche la “nobiltà” contemporanea, decaduta o in auge che sia, è come sospesa in un limbo, alla ricerca di una propria vocazione riconfigurata alla stregua del terzo millennio. Ritengo importante che essa non vi resti passivamente, ma che, con dinamismo culturale, aiuti tutti noi a riscoprire antiche e rinnovate, addirittura inedite aristocrazie dei valori, delle fedi, dei sentimenti, degli impegni di vita, meritandole “sul campo”: con azione generosa, con fecondità di pensiero.
(omissis)

P.S. Vari spunti dell’intervento del Sen. Benedetti Valentini, fervidamente applaudito dai convegnisti, sono stati ripresi da S.E. l’Ambasciatore Daniele Mancini nella sua interessantissima prolusione.

Di grande respiro anche le relazioni di S.A.I. il Principe Osman Osmanoglu, del dott. Demetrio Baffa Trasci Amalfitani di Crucoli, del prof. avv. Raffaello Cecchetti, dei professori Enrico Spagnesi e Andrea Borella. E’ stato vivamente ringraziato il Sen. dott. Lucio Barani per l’intervento e per il decisivo appoggio organizzativo (NdR).

articolo pubblicato il: 30/10/2017