editoriale
Il Governo Monti prova ad evitare il "tracollo" dell'economia
di Ada

Il nuovo governo del prof. Monti è partito, ma forse non avrà una vita tranquilla e sicura come era auspicabile dopo le dimissioni di Berlusconi da presidente del Consiglio dei ministri. Nato per favorire il ritorno della finanza dello Stato italiano a condizioni più accettabili e per evitare i rischi di un tracollo come accaduto per la Grecia , il governo Monti appare - almeno per ora - solo volenteroso di risolvere la grande crisi precipitata sulle spalle degli italiani. I partiti, soprattutto i due più grandi in numero di parlamentari, pur impegnati a sostenere gli sforzi del neosenatore a vita, non hanno voluto o potuto partecipare con propri uomini al nuovo Esecutivo. Nessuno ha voluto impegnarsi a firmare una cambiale politica che potrebbe rivelarsi pesantissima in vista di probabili elezioni anticipate: Il PDL aveva tutto il diritto di dire di no, dopo quanto accaduto e le sinistre tutte non hanno i numeri in parlamento e comunque non ci pensano nemmeno di sottoscrivere completamente gli impegni presi con l'Unione Europea da Berlusconi.

Insomma il nuovo governo, un governo tecnico di grande qualità e nello stesso tempo un governo del "presidente" (in questo caso di Napolitano) potrebbe avere grandi difficoltà nelle due Camere. In ogni caso qualcuno doveva pur provarci e quindi tanti e sinceri auguri.

L'ex premier da parte sua dopo i primi momenti di delusione, di rammarico ed anche di "stanchezza" per quanto accaduto si è detto peraltro pronto a riprendere con nuova lena la "battaglia" politica iniziata con tanto fervore più di quindici anni fa. Non sarà facile nemmeno per lui riprendere in mano una situazione di partito a dire poco critica per le defezioni già avvenute e altre che potrebbero ancora arrivare. Berlusconi come è noto si è impegnato in pieno nel convincere i suoi a sostenere la prova di Monti ed esce da questa vicenda con la sensazione nell'opinione pubblica di aver dimostrato senso di responsabilità. I suoi avversari in genere lo hanno riconosciuto, forse molti a malincuore, e gli schiamazzi di pochi scalmanati la sera delle dimissioni erano solo folklore e dimostrano che certe televisioni impegnate a "valorizzare" quelle scene non contano nulla. .

articolo pubblicato il: 16/11/2011 ultima modifica: 16/11/2011