periodico di politica e cultura 18 marzo 2010   |   anno X
direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli - fondato il 1/12/01 - reg. Trib. di Roma n 559/02
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teatro: al Teatro Tordinona di Roma

"Una certa storia romana"

La storia, dove il dramma umano, riproposto in agrodolce, monta dalla necessità di due famiglie, di diversa estrazione sociale, di ottenere assegnata per ciascuna una propria casa in affitto, dopo tanta attesa dal giorno della richiesta fatta ad un Istituto di Case Popolari. Per un disguido amministrativo, degno esso stesso di comparire sulla Cronaca della capitale, sette persone già provate dal dissesto economico, dalla piaga del gioco d'azzardo di Michele e da quella dell'alcolismo con l'amore per il vino di Romolo, affronteranno assieme le peripezie per riottenere quel diritto alla casa, che sembravano aver raggiunto e che invece è venuto meno. Una trama ricca, una commedia recitata magistralmente in dialetto romanesco, dove vedremo ricomporsi drammi familiari e personali, uno dopo l'altro nel susseguirsi di colpi di scena.

E' il caso di Matilde Lupi (Donatella Cotesta), del marito Romolo (Pietro Ferracci) della loro giovane figlia Alessia (Chiara Sparapassi), del nonno Nino (Vincenzo Bonanno); ma è anche il dramma di Michele de Lupis (Eugenio Cardinali), figlio del compianto Cav. de Lupis, di sua moglie Wilma (Daniela Bacchi) e del figlio Carlo (Francesco Rizzi). Significativo il ruolo di Gennaro Russo (Vincenzo Miceli), napoletano, attempato ed opportunista portiere dello stabile popolare di via Oberdan e quello del notaio Sperandio (Vincenza Mangano). Fondamentali i suggerimenti della sora Menica (Mimma For Rever) l'inquilina del piano di sopra, che, con le sue ermetiche e colorite battute, va a svelare l'affetto di due giovani, i quali, superando il dramma vissuto dalle rispettive famiglie, forti degli insegnamenti dei nonni e del desiderio di accogliere una nuova vita che nasce, confidano nella provvidenza, aprono il proprio cuore all'amore e progettano una vita ricca di valori, fondata sul lavoro.

Il vernacolo è un valore nazionale che articola la lingua a livello del dialetto del luogo ma che nell'insieme è anche un veicolo di valori che aiuta l'interpretazione dei fenomeni sociali.

Teatro Tordinona
Via degli Acquasparta, Roma
dal 02/12/09 al 07/12/09 ore 21

Una certa storia romana
di Franco Palumbo, il marchese giornalista Giulio de Nicolais ed Enzo Stavolo
con Donatella Cotesta, Daniela Bacchi, Francesco Rizzi, Mimma For Rever, Pietro Ferracci, Vincenzo Bonanno, Eugenio Cardinali, Vincenzo Miceli, Vincenzo Mangano, Chiara Sparapassi,
regia di Donatella Cotesta

articolo pubblicato il: 27/11/2009

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
fondato il 1/12/01 - reg. Trib. di Roma n 559/02 - direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli
grafica e layout: G. M. Martinelli