La principessa Grace è davvero un’icona di eterno fascino e dalla bellezza spontanea, che ha rappresentato perfettamente il sogno americano – e non solo – con la sua innata eleganza e solarità e che è riuscita ad incantare intere platee dell’immediato dopoguerra, con il savoir faire amabile di una sovrana dolce e comprensiva, di una madre senza pari, di una moglie appartenente ad una delle più antiche dinastie d’Europa.
Venticinque anni or sono, si spezzava la vita di Grace Kelly, attirando commozione e tristezza da tutto il mondo, un vuoto tragico che l’ha resa ancora più eterea ed immortale. L’iter espositivo accompagna il visitatore per mano nel magico mondo della principessa di Monaco, come intento a sfogliare un album di famiglia, ricchissimo di ricordi, dagli oggetti personali alle lettere, dagli accessori ad estratti di film, dagli abiti ai reportages di attualità per omaggiarla ancora attraverso ciò che le fu più vicino in vita; la mostra si apre ad un ventaglio di ricordi sia personali che pubblici, spezzoni di vita vissuta di una donna che è riuscita ad entrare nel mito e nell’immaginario collettivo di milioni di persone di tutti i ceti.
Grace Kelly nasce nel 1929 da una famiglia cattolica di origine irlandese, studentessa di arte drammatica a New York alla fine degli anni Quaranta che la vede partecipare a rappresentazioni drammatiche ed a trasmissioni teatrali. Grazie alla sua bellezza ed al suo charme, viene subito notata nell’ambiente hollywoodiano, a partire dal film ‘Mezzogiorno di fuoco’ (High Noon) al fianco di Gary Cooper. La sua carriera ebbe una accelerazione velocissima, tanto che nel 1954 ottenne l’Oscar per ‘La ragazza di campagna’ (Country Girl), che la fece protagonista delle copertine dei più importanti giornali americani quali Time, Look e Life, ma è Alfred Hitchcock che la fa definitivamente entrare nella cerchia eletta dei divi da leggenda, grazie ai ruoli da protagonista nei suoi film quali ‘Il delitto perfetto’ (Dial M for murder), ‘La finestra sul cortile’ (Rear window) e, ‘Caccia al ladro’ (To catch a thief) che le permise di conoscere il Principato di Monaco.
Il suo maestoso matrimonio con il principe Ranieri del 19 aprile 1956 affascina i media e la gente comune, che la scoprono anche madre premurosa e tenera con i suoi tre bambini, Carolina, Alberto e Stefania.
A corredare la mostra lo splendido libro d’arte edito da SKIRA.
Orari: Lunedi’ chiuso-Tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.30-Venerdi’ e Domenica dalle 10.00 alle 20.30
Sede Espositiva: Fondazione Memmo-Via del Corso 418-Roma
Tel: 06.6874704
Da non perdere!
articolo pubblicato il: 21/10/2009 ultima modifica: 18/02/2010