periodico di politica e cultura 18 giugno 2018   |   anno XVIII
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opinioni e commenti: sistema politico e sistema elettorale

risposte in breve

di D. B. V.

nella stessa sezione:
Al caro amico Pierfrancesco, che ci scrive una lunga (interessante!) lettera con più quesiti di contenuto politico, rispondo in maniera "aperta" su due punti, tenendomi però - se non gli dispiace - su concetti generali, non avendo oggi titolo a parlare per alcun partito o coalizione.

La "implosione del sistema politico" di cui mi hai sentito parlare nell'intervista televisiva, nella mia previsione, è comportata dal fatto che il sistema italiano, nelle sue articolazioni partitiche attuali, non ha in sé le risorse per inventare lo sbocco alla propria crisi. L'implosione è una esplosione che avviene in una camera chiusa, un corpo che esplode al proprio interno. Ne consegue una ricaduta, all'intorno, di più o meno numerosi spezzoni (dei partiti sì, ma anche di parte delle istituzioni e dei corpi sociali" o categorie), che occorrerà vedere dove andranno a cadere e "ri-sistemarsi". In tempi brevissimi? E' improbabile, ogni corpo ha suoi tempi di autoconservazione. E' più ragionevole pensare a tempi medi. Di certo si mette in moto un processo di disaggregazioni e nuove aggregazioni. Gli inneschi saranno i problemi sociali che montano, la rappresentazione "minoritaria" politica rispetto alla marea dell'astensione elettorale, la riemersione delle "identità" politiche (versione Terzo Millennio delle "ideologie") al di là di questo o quel punto programmatico occasionale. Queste sono alcune tra le ragioni per cui gli osservatori politici - non tanto i cronisti per i quali contano solo le "dirette" e "proiezioni" nella notte elettorale - stanno cercando soprattutto di "leggere" nel tempo successivo al Marzo imminente.

Abbiamo detto cento volte, secondo verità, che il sistema elettorale "perfetto" non esiste, anche perché si adegua alle condizioni civili di un Paese e, inevitabilmente, al suo "sistema" politico. Quello con cui si andrà a votare a Marzo (eccellente e insperato regalo fatto dal centrosinistra al centrodestra) non è, tutto sommato, peggiore di altri. D'accordo, il voto "incatenato" (cioè il fatto che se voti il candidato uninominale hai votato anche tutti i partiti "collegati" e, correlativamente, se voti nel proporzionale anche un solo partito hai votato anche il candidato uninominale maggioritario del collegio) è una "violenza" poco digeribile. Ed anche altro. Però ti assicuro che in un dibattito approfondito si possono portare argomenti a favore dei sistemi più diversi: turno unico o no, preferenze o no, "premi" e coalizioni o no, proporzionale e/o maggioritario, circoscrizioni grandi o piccole e così via. Due sole cose: intanto questo turno elettorale, quale che sia l'esito, cancellerà dal Parlamento la spropositata messe di seggi che il "premio di maggioranza" aveva regalato al PD, viziando tutti gli eventi successivi. Inoltre non dimenticare mai che quando il "sistema politico" è malato, non è una legge elettorale a guarirlo e farlo funzionare. La "nuova stagione" nasce da idee vere, partiti sani, senso della Nazione condiviso, solidarietà sociale diffusa: solo così una democrazia da parola diventa valore.

articolo pubblicato il: 17/02/2018 ultima modifica: 24/02/2018

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