periodico di politica e cultura 18 giugno 2018   |   anno XVIII
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teatro: al Teatro Casanova di Cerreto d'Esi

"Cappuccetto rosso"

nella stessa sezione:
Domenica 25 febbraio il Teatro Casanova di Cerreto d'Esi ospita Cappuccetto rosso, spettacolo per tutta la famiglia del Teatro alla Panna proposto nell'ambito del progetto Double Fa.ce, promosso da MiBACT, Regione Marche, Comune di Cerreto d'Esi in collaborazione con AMAT a sostegno delle aree colpite dal sisma. Grazie al progetto che finanzia l'appuntamento, l'ingresso allo spettacolo è gratuito sia per i giovani spettatori sia per i loro genitori, offrendo l'opportunità di avvicinarsi al magico mondo del teatro.

Dopo più di trent'anni di attività il Teatro alla Panna si misura per la prima volta con un classico per l'infanzia ma i due burattinai non sono riusciti a mettersi d'accordo e quindi ognuno racconta la sua storia, classica o moderna.

"Ci troviamo davanti ad un classico intoccabile della letteratura per l'infanzia, Cappuccetto Rosso - sostiene uno, niente da fare per l'altro, che non ne vuole sapere di raccontare la solita storia, lui la vuole diversa, più moderna, perché il pubblico si é stufato di sentirsela raccontare sempre nella stessa maniera. Così inizieranno a raccontare ognuno la propria storia senza alcuna volontà di capirsi e mentre uno cercherà di rimanere fedele alla tradizione, l'altro comincerà a fare i dispetti e a cambiare le carte in tavola; ne scaturirà un conflitto creativo con conseguente raddoppio dei personaggi principali, il Lupo e Cappuccetto Rosso, un altro Lupo e un altro Cappuccetto Rosso, a ciascuno il suo, coi due burattinai impegnati in un tiro alla fune per cercare di portare la storia dalla propria parte. Riusciranno i due ad evitare il caos in agguato e a risolvere la serata davanti al pubblico raccontando comunque una "bella storia"? A sentire la nonna sembrerebbe di si!. Non ci si aspetti una trasposizione metateatrale sullo spessore antropologico dei racconti fiabeschi, né tantomeno una lettura psicanalitica che espliciti contenuti più o meno edificanti; i nostri due burattinai sono figli di genitori che si occupavano, e loro due se ne occupano ancora, di agricoltura, non conoscono perciò Freud o Bettelheim, Propp o Rodari. Siamo davanti a due menti semplici, naive, ma entusiaste del loro lavoro. Ci si aspetti quindi, piuttosto, una sorta di "famolo strano" teatrale che trae origine dalla cultura della commedia dell'arte intesa come chilometri percorsi, pasti trangugiati freneticamente e storie raccontate all'improvviso per pagarli, cercando di divertire il pubblico senza che si senta truffato!".

Inizio spettacolo ore 17.

articolo pubblicato il: 21/02/2018

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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