periodico di politica e cultura 25 febbraio 2018   |   anno XVIII
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cinema: Far East Film Festival di Udine

Brigitte Lin sul red carpet

Grande. Grandissima. Inafferrabile e indimenticabile come tutte le vere dive. Come tutte le vere icone, capaci di cristallizzare il tempo e l’arte con un solo gesto o un solo sguardo. C’è forse bisogno di aggiungere altro per parlare di lei, l’attrice che trafisse un’intera generazione di cinefili occidentali interpretando Hong Kong Express di Wong Kar-wai? E lei, proprio lei, percorrerà il red carpet del Far East Film Festival di Udine, venerdì 20 aprile, per l’apertura ufficiale della ventesima edizione: signore e signori, ecco a voi Brigitte Lin Ching Hsia! Ma facciamo un passo indietro.

Primavera 1998. Quando il CEC – Centro Espressioni Cinematografiche abbandonò le monografie italiane per scommettere su una monografia orientale, Hong Kong Film, nessuno capì tutta l’impavida lungimiranza di quel salto. L’amore, a volte, rende spericolati, e il poderoso colpo di fulmine per Hong Kong Express di Wong Kar-wai rese il CEC molto spericolato. Così spericolato che Hong Kong Film, nell’arco di soli dodici mesi, moltiplicò le proprie coordinate geografiche e saltò ancora più in alto, diventando il Far East Film Festival.

Primavera 2018. Non solo il Far East Film Festival porterà in scena dal 20 al 28 aprile la sua ventesima edizione, dopo aver trasformato Udine – aliena dai grandi circuiti – nell’epicentro europeo del cinema asiatico, ma chiuderà simbolicamente (poeticamente) il cerchio: ad aprire il FEFF 20, venerdì 20 aprile, sarà appunto Brigitte Lin Ching Hsia, l’icona delle icone, che sabato 21 aprile riceverà anche il Gelso d’Oro alla Carriera! Considerata la dea del cinema di Taiwan – sua casa madre – e di Hong Kong, dai primi anni Settanta fino a metà degli anni Novanta (Wong Kar-wai ne fece, appunto, il cuore pulsante di Hong Kong Express e Ashes of Time), Brigitte Lin Ching Hsia può vantare una filmografia davvero imponente: oltre 100 titoli, tra melodrammi sentimentali e wuxia (impossibile non citare Swordman II di Tsui Hark), passando per thriller e sperimentazioni anticonformiste, che il Far East Film Festival “distillerà” in una piccola e preziosa retrospettiva. Omaggio nell’omaggio, la prima europea del Cloud of Romance (1977), appena restaurato dal Taiwan Film Institute.

Sua Altezza Brigitte Lin Ching Hsia, ricordiamo, sarà accompagnata dalla leggendaria produttrice hongkonghese Nansun Shi, nuovamente sul palco udinese dopo aver ricevuto il Gelso d’Oro alla Carriera durante il FEFF 17 (in occasione della presentazione di The Taking of Tiger Mountain di Tsui Hark).

Festa del cinema, prima che festival nell’accezione tecnica più convenzionale, il FEFF ha raggiunto nel corso del tempo la fisionomia di una vera e propria “isola cinematografica”: un posto dove i film vengono mostrati, commentati, respirati, ideati e, attraverso alla sezione Industry, anche “progettati”. Film popolari, film fortemente riconoscibili e catalogabili (per genere e provenienza), film che permettono, di strutturare il programma come una piattaforma on demand e agli spettatori di operare scelte ben precise.

Anche il FEFF 20, punto d’osservazione esclusivo e strategico sulle tendenze, gli stili e il mercato d’Oriente, attingerà dunque alle migliori produzioni asiatiche dell’ultima stagione e il calendario, ancora una volta, sarà impreziosito da un fittissima rete di eventi collaterali.

articolo pubblicato il: 14/02/2018

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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