periodico di politica e cultura 23 gennaio 2018   |   anno XVIII
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tacchetti e mezze tacche

di Leo Massa

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L’Italia è fuori dal prossimo campionato mondiale di calcio. E’ un segnale. Il punto di non ritorno è stato superato. La caratteristica principale dell’italianità è stata umiliata. Lo spirito, che ci vedeva risorgere inaspettatamente e vigorosamente, superando ogni difficoltà, ormai si è definitivamente sopito. Anzi è stato mortificato. La speranza ormai è stata soppiantata dalla rassegnazione e dall’umiliazione.

Una classe dirigente, inadeguata ed asservita a poteri il cui interesse è lontano da quello del popolo italiano, ha permesso l’oblio del “genio italiano”. Capitalisti condizionati da una visione miope ed a caccia di regalie dei politici di turno, senza alcuna vergogna per i ripetuti fallimenti dei vari tentativi di rilancio delle eccellenze italiane soprattutto nei trasporti e nelle infrastrutture (Alitalia, Ilva, Terni) hanno permesso che si creassero zone in cui è più facile morire respirando tossine che vivere dignitosamente. La corruzione dilaga ad ogni livello della “cosa pubblica”. Si afferma l’oscurantismo delle tradizioni e dei punti fermi; connotato dalla contemporanea presenza, in campo religioso di due Papi e nella politica di un Presidente della Repubblica incredibilmente rieletto per un secondo mandato. Appare legittimato l’oscurantismo che sancisce il primato della finanza sull’economia e le esigenze di bilancio sulle irrinunciabili aspettative della popolazione.

Il territorio non è più controllato capillarmente dallo Stato, ma addirittura mezze tacche di mezzi camorristi/ ndranghedisti/ sedicenti mafiosi finiscono in TV a farsi pubblicità con capocciate che si sarebbero potute evitare semplicemente ignorandoli e perseguendoli inesorabilmente con i mezzi e le risorse doverosamente dedicate alla “pubblica sicurezza”.

Se la scarsità di risorse economiche detta l’agenda delle Istituzioni, a questo punto ben venga il risparmio assicuratoci dalla non partecipazione al prossimo mondiale di calcio russo. Appare ovvio che se qualcuno deve rimanere fino a 67 anni davanti al crogiolo dell’altoforno, a maggior ragione non è possibile trovare i soldi da spendere per lo svago.

articolo pubblicato il: 16/11/2017 ultima modifica: 24/11/2017

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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