periodico di politica e cultura 26 settembre 2017   |   anno XVII
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copertina: con "L'impresario delle Canarie"

Borrelli torna a Spoleto

di Carla Santini


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Il maestro Pierfrancesco Borrelli, dopo aver diretto “Rosicca e Murano” nel 2016, salirà sul palco per il secondo spettacolo della Stagione 2017 del Lirico Sperimentale di Spoleto, “L’impresario delle Canarie”, libretto di Pietro Metastasio e musiche di Domenico Sarri.

Parla con entusiasmo di questo lavoro. Ha potuto lavorare su questo che fu il primo libretto per intermezzi, messo in scena a Napoli nel 1724, ed in un teatro, Il seicentesco Caio Melisso, che per le dimensioni e l’acustica è il luogo ideale per questo particolare tipo di spettacolo. L’intermezzo nasce come intervallo all’interno di un’opera seria, un momento di divertimento e di ironica presa in giro dell’ambiente dei cantanti, degli impresari.

Studioso attento del repertorio di scuola napoletana del Settecento, il Maestro Borrelli ha curato anche in questo caso la particolare attenzione per l’aspetto attoriale dell’esecuzione e la sottomissione della musica al testo. Lettura ed analisi puntigliosa del recitativo, parole, accenti e modalità degli strumenti. Il lavoro filologico sul testo esalta la ’’interpretazione canonica e storicamente informata” su come effettivamente veniva interpretato l’intermezzo nell’alternanza dei tempi e della variazione di arie. Nell’Intermezzo aleggia quello spirito vivace e brioso, di cui lo stesso Borrelli, napoletano anch’egli, riconosce il tratto fondamentale della scuola napoletana, cui apparteneva Domenico Sarri.

L’utilizzo del “da capo” consentiva e consente, tutt’oggi, al cantante di abbellire, di enfatizzare, di reinterpretare, di dare testimonianza di virtuosismo canoro. Ne consegue che i cantanti debbano possedere una grande capacità tecnica oltre che recitativa. Santa Marchesini e Gioacchino Corrado, una delle coppie più apprezzate dell’epoca negli intermezzi, erano attori cantanti.

L’intermezzo discendeva direttamente dal teatro all’improvviso e Metastasio, nella sua azione riformatrice del melodramma italiano, fu il primo a fissare delle regole anche per gli intermezzi, rispettando quella necessaria congruenza che avrebbe dovuto sottendere l’opera seria e quella comica nella musica e nel testo. Come ha sottolineato il maestro Borrelli, Metastasio ha però creato un intermezzo svincolato completamente dal testo, indipendente, in quella occasione, dalla opera seria “Didone abbandonata”, tanto da farne una composizione a sé, autonoma.

Il tedesco di nascita, inglese di formazione, italiano come compositore Georg Friederich Haendel, nel mettere in scena a Londra “Cleopatra” e “Giulio Cesare”, utilizzò “L’impresario delle Canarie” come intermezzo.

Sarà interessante vedere come il nuovo allestimento farà proprie le suggestioni, le soluzioni e le riflessioni di tutti coloro che hanno lavorato a questo importante progetto, accomunati dalla convinzione che la sinergia fra le diverse componenti potrà essere vincente in un progetto culturale quale può essere quello di offrire uno spettacolo per tutti.

Nell’auspicio del maestro Borrelli, risalta quell’intento culturale che da sempre sottende l’attività dello sperimentale di Spoleto, che si concretizza anche nel recupero di testi della tradizione italiana, in stretta collaborazione con il Centro di Ricerca dell’Università degli Studi di Milano.

articolo pubblicato il: 14/09/2017 ultima modifica: 18/09/2017

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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