periodico di politica e cultura 24 luglio 2014   |   anno XIV
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editoriale

crepuscolo

di Carla Santini

nella stessa sezione:

In tempi di tagli, sempre, naturalmente, ai danni dei soliti noti, pensare a quanto si spreca votando in due giorni fa accapponare la pelle, soprattutto alle amministrative, con i ballottaggi. Il 13 maggio 2001 fu votato in un solo giorno e certi politici già vecchi allora che ancora oggi vanno ancora in giro ad esprimere la loro ineludibile opinione gridarono alla fine della democrazia perché non si erano raggiunte percentuali bulgare di votanti. Si tornò immediatamente al voto di domenica e lunedì.

Pensiamo a quanto ci costa votare in due giorni in termini di addetti ai seggi, personale di polizia comandato, straordinari per le pulizie. Pensiamo anche agli studenti che perdono giorni e giorni di lezione, come se l’istruzione fosse un optional.

Nell’immediato Dopoguerra al centro e a destra si aveva paura che arrivasse il comunismo e a sinistra si temeva una svolta autoritaria, per cui tutti avevano interesse che i propri sostenitori si recassero alle urne. Sono passati decenni, nessuno, sano di mente, può ipotizzare che arrivi il comunismo o torni il fascismo, il numero di coloro che vanno a votare seguita a diminuire, avviandosi alle basse percentuali dei Paesi di antica e consolidata democrazia, ma certe cose non si toccano.

Il rifiuto a cambiare anche cose che costano troppo dà l’idea di quanto in Italia non ci sia mai la volontà di rivedere nulla. La Costituzione è evocata come il Vangelo, guai a chi parla di cambiare qualcosa, ma anche ammettendo che sia la migliore Costituzione possibile ed immaginabile a questo mondo, si tratta comunque di un documento di più di sessant’anni fa; i principi basilari sono ancora validi, certamente, ma certe prescrizioni normative possono essere benissimo riviste o eliminate.

I cambiamenti veri nessuno ha il coraggio di farli, basta aumentare le accise e la macchina amministrativa seguita a funzionare. I Decreti Delegati sono del lontano 1974, chi era studente in quell’anno si avvia alla sessantina, ma nulla può essere rivisto, nemmeno di una virgola. Nel frattempo i Presidi sono diventati Dirigenti, ma il Consiglio di Istituto deve essere ancora presieduto da un genitore, come allora, le assemblee di Istituto sono occasioni per un giorno di vacanza ed i cllettivi di classe per un’ora di buco, ma guai a mettere qualcosa in discussione, sarebbe un attentato alla scuola pubblica.

Sperare che un anziano signore come Mario Monti, colui che, se non andiamo errati, nel 1981 inventò i buoni del tesoro a lungo termine, ovvero il debito che oggi ci strozza, possa ipotizzare, per cambiare le cose, altro di differente dal togliere la speranza ai pensionandi è semplicemente assurdo. Siamo pur sempre nel Paese dove un neo Visconte pontificio, peraltro ateo dichiarato, nonché produttore di vini di pregio non perde occasione per apparire in televisione per dire qualcosa di sinistra.

articolo pubblicato il: 15/05/2012

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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