periodico di politica e cultura 18 maggio 2012   |   anno XII
direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli - fondato il 1/12/01 - reg. Trib. di Roma n 559/02 - tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito
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editoriale

la Libia e il suo futuro

di Lf

È difficile negare che la morte di Gheddafi salverà il popolo libico ed il prossimo governo da mesi di incertezza dovuti ai rischi di mantenere detenuto il dittatore. Sarebbe stato forse improponibile consegnarlo alla Corte internazionale dell’Aja, come da richiesta, ed un Gheddafi davanti ad un tribunale libico avrebbe forse dato adito a tensioni tra la popolazione. La sua morte ha liberato il Consiglio nazionale di Transizione di parecchi problemi..

Ciò non vuol dire che problemi ce ne potrebbero essere lo stesso; una volta passato il momento di euforia per la libertà conquistata e finito il momento di aggregazione dato dalla guerra contro Gheddafi, il CNT dovrà rispondere alle richieste del popolo di alimenti, acqua, elettricità, sanità e sicurezza e dovrà farlo rapidamente. Fino ad oggi le opposizioni sono state unite dalla causa comune, prestissimo si manifesteranno le differenze ideologiche tra i vari gruppi.

Chiunque creda che il futuro sia tranquillo e libero da errori e tensioni è un ingenuo. In Libia la politica è stata proibita per più di una generazione. La maggioranza della popolazione non sa come funzioni una democrazia rappresentativa. Ci vorrà del tempo prima che la gente si abitui a trovarsi anche all’opposizione, così come avviene nelle democrazie radicate.

Fino ad oggi sembra che non abbiano avuto ragione le predizioni su un Paese disunito. Malgrado le differenze religiose e culturali tra la Cirenaica legata alla Senussia e la Tripolitania, i libici stanno dimostrando di voler restare uniti. D’altronde nemmeno gli inglesi riuscirono a dividere il Paese dopo la seconda guerra mondiale. Ci sono tutti i presupposti perché la Libia diventi la prima democrazia araba ricca di petrolio.

Certamente lo spettacolo della brutale esecuzione di Gheddafi non è stato edificante. Al di là di ogni giudizio sulla sua figura e sulla sua politica, non si può approvare il trattamento che gli è stato riservato. E nemmeno si può approvare la dichiarazione in proposito di Barack Obama durante il programma di Jay Leno, sulla Nbc. Una esecuzione sommaria non è mai un messaggio positivo, nemmeno quando si tratta di un dittatore.

articolo pubblicato il: 26/10/2011

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli - grafica e layout: G. M. Martinelli
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