periodico di politica e cultura 18 maggio 2012   |   anno XII
direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli - fondato il 1/12/01 - reg. Trib. di Roma n 559/02 - tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito
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editoriale: questa volta grave

l'ultima cretinata

di Ada

Questa volta l’incidente di percorso è grave. Ci riferiamo alla mancata approvazione da parte della Camera del bilancio consuntivo dello Stato. Normalmente in tutte le occasioni analoghe l’argomento non è stato mai trattato in modo particolare ed in genere non vi sono stati dibattiti. Si trattava di numeri già noti e a chi poteva interessare uno scontro parlamentare senza un successivo rilievo mediatico sulla stampa e in RADIOTV e in tutti gli altri sistemi di comunicazione di massa? A nessuno. Così è avvenuto sempre: questa volta no perché sono venuti a mancare 28 voti di maggioranza compreso addirittura quello del ministro (Tremonti) che aveva firmato il documento governativo. Un complotto delle opposizioni viene escluso perché, come si è detto, l’argomento era ritenuto “scontato”. Ed allora? Come mai governo e maggioranza sono caduti in un tranello micidiale che nessuno poteva organizzare? Anche perché, come si è visto, c’è stato un pareggio di voti che in tutte le assemblee significa non approvazione.

I “mal di pancia” - così vengono definite nelle migliori delle ipotesi- le riserve sollevate nei partiti di maggioranza da chi non è soddisfatto dell’operato del governo forse non hanno avuto peso in questa vicenda. Perché allora tante assenze ? Si tratta di un errore di valutazione dei capigruppo che non hanno curato a pieno il significato della seduta. Abbiamo già detto che se i giudici non perdonerebbero a Berlusconi persino un’ipotetica violazione di un divieto di sosta, i suoi avversari politici (esterni o interni) su questa materia parlamentare sono ferratissimi e pronti allo scontro finale contro l’odiato premier. Ogni giorno può avvenire il patatrac. Tutto questo avveniva mentre il “titolare” della Padania continuava a fumare il suo sigaro nei corridoi di Montecitorio. Ma non stava male? Malmesso com’è Bossi fu l’unico, all’epoca della secessione di Gianfranco Fini, a suggerire a Berlusconi di andare subito ad elezioni anticipate. Non fu ascoltato.

articolo pubblicato il: 12/10/2011

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli - grafica e layout: G. M. Martinelli
fondato il 1/12/01 - reg. Trib. di Roma n 559/02 - tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito