periodico di politica e cultura 22 settembre 2014   |   anno XIV
direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli - fondato il 1/12/01 - reg. Trib. di Roma n 559/02 - tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito
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le lettere a "La Folla"

cattolici in Brasile

Il 29 giugno 2012 un comunicato dell’Igbe (Instituto Brasileiro de Geografia e Estatística) ha suscitato vasta eco sulla stampa brasiliana e internazionale. Secondo il censimento del 2010, la percentuale dei cattolici sui 190 milioni di brasiliani è oggi del 64,6% (123 milioni). Nel primo censimento brasiliano del 1872 i cattolici erano il 99,7%, nel 1972 il 91,8%, nel 2000 il 73,6% e nel 2010 il 64,6%. Il Brasile rischia di lasciare, fra non molti anni, la palma di “primo paese cattolico del mondo” al Messico, che ha 112 milioni di abitanti, l’88% dei quali, nel censimento del 2010, si dichiarano cattolici. I cattolici che lasciano la Chiesa seguono le Chiese storiche protestanti o le varie denominazioni evangeliche, che nel 1980 erano il 6,6% dei brasiliani, nel 1991 il 9,0%, nel 2000 il 15,4 e nel 2010 il 22,2%, per un totale di 42,6 milioni di credenti. Nel mondo “evangelico” brasiliano le denominazioni “pentecostali” attraggono la maggioranza dei fedeli, circa 25 milioni e sono in forte ascesa. Cresce anche il numero di atei, agnostici e persone senza una religione definita, passati dal 4,7 all'8%, per un totale di circa 15 milioni di persone. Tra questi la stragrande maggioranza si dichiara priva di una religione specifica, mentre gli atei sono 615.096 e gli agnostici 124.436. In calo invece i brasiliani che si dichiarano seguaci della religione “spiritista”, mentre solo lo 0,3% aderiscono a religioni di origine africana come candomblé o umbanda.

P.G.


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La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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