periodico di politica e cultura 17 settembre 2014   |   anno XIV
direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli - fondato il 1/12/01 - reg. Trib. di Roma n 559/02 - tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito
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le lettere a "La Folla"

non fate gli indiani

Sapevamo più o meno cosa vuol dire “fare gli indiani” ossia, far finta di non sapere nulla e di non saper prendere decisioni. Ora abbiamo perfettamente capito il significato recondito di questa frase a seguito della formalizzazione della accusa di omicidio di due pescatori indiani contro i due sottufficiali del battaglione San Marco della Marina Militare Italiana, Latorre e Girone, detenuti ingiustamente da oltre tre mesi in quel fantastico e variopinto paese asiatico. Coi suoi cinquemila anni di cultura multifilosofica e multireligiosa, ha prevalso sul misticismo e sull’esoterismo, la forza dei muscoli della dea Kali e del dio Ganesh che hanno ben quattro braccia! Soccombe invece l’Italia oggi decadente in ogni senso che appare incapace di difendere, nonostante ogni insistente e tardivo sforzo diplomatico, due suoi militari in servizio contro la pirateria nell’oceano indiano. Offesa alle nostre forze armate, alle istituzioni, al popolo italiano, al diritto internazionale specialmente alle recenti norme di protezione dei mercantili contro gli attacchi in mare. Ciò a causa di un incidente che, se deve essere giudicato, lo si deve fare in Italia dato che avvenne in acque internazionali su di una petroliera battente bandiera italiana. Ma le due succitate divinitá induiste prevalgono a significare che un paese in forte espansione e in un momento pre e post elettorale, vuol fare sentire la sua voce contro un debole paese tradizionalmente cristiano ed una Europa che annaspa nel caos. Esso fa pesare che la vita di due pescatori incautamente penetrati in acque internazionali e scambiati erroneamente per pirati, prevale sopra ogni considerazione tecnica e giuridica e serve a fare emergere ancor piú un paese emergente nello scenario mondiale. Col “low profile” mostrato dal governo italiano che, nonostante ogni apparente formale impegno, s’é trovato di fronte al muro indiano e ci fa assistere ad un ennesimo fiasco, ci si domanda chi fa davvero l’indiano: noi o loro! L’inutile eccesso di diplomazia e lo sterile ricorso a posteriori ai fori internazionali, porta sempre a gravi e indelebili frustrazioni e chi paga il conto sono i due “leoni” e le loro famiglie che ne soffrono per primi. Richiamare il nostro ambasciatore a Nuova Delhi e quello indiano a Roma per consultazioni, poco ci consola di fronte al rischio di ulteriore penosa reclusione e di una possibile condanna dei due “marò”! Sono sicuro che se la petroliara fosse stata americana, cinese o russa, non si sarebbe fatta ingannare dalla richiesta indiana di tornare sulla costa per investigazioni: avrebbe fatto rotta verso casa uscendo dalle acque internazionali, portando in salvo tutto l’equipaggio compresi i sei militari di scorta; è evidente lo scoordinamento tra il comandante, l’armatore, la marina mercantile, la difesa e la farnesina. Oltre a ció, ha pesato piú l’interesse a preservare le possibili forniture navali all’India a scapito del sequestro della petroliera e dei due militari; così, oltre ai notevoli danni materiali e morali, la situazione deteriora verso uno stallo logorante. Stessa cosa avvenne in Brasile quando, per salvare le trattave per le forniture militari specialmente navali, si mise in secondo piano il caso Battisti col risultato della perfida negazione della sua estradizione e delle mancate forniture commerciali. Sono lontani i tempi quando Cesare, prigioniero dei pirati disse loro che il riscatto era troppo basso per il valore della sua persona e chiese al senato di triplicarlo ma promise che sarebbe tornato e li avrebbe uccisi uno per uno; il senato pagó: Cesare tornò con una solida flotta e catturó e crocifisse i pirati liberando Roma dal pericolo.

Riccardo Fontana

Siamo perfettamente d'accordo con il lettore, anche per quanto concerne il caso Battisti.


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La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli - grafica e layout: G. M. Martinelli
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