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editoriale
il gaffeur
di Teddy Martinazzi

Non sono poche le persone che si chiedono se le proverbiali gaffe di Berlusconi lo siano nella comune accezione del termine o siano invece frutto di uno studio a tavolino, fatto insieme ai suoi collaboratori più fidati. Se questa seconda ipotesi fosse vera, significherebbe che Berlusconi fa una gaffe quando vuole rivolgersi ad una certa porzione del suo elettorato, quella che si potrebbe definire “la pancia degli italiani”, spesso di non elevata cultura, psicologicamente schiacciata da tasse e burocrazia e, su molti temi, anche politicamente scorretta. Berlusconi sparerebbe una gaffe proprio per galvanizzare chi si sente sanguignamente contrapposto a chi fa del politicamente corretto, quantomeno a parole, il proprio stile di vita (e di voto).

Ricordando la sua vecchia gaffe nei confronti di Martin Schulz, definito anni fa perfetto per un casting sui kapò, Berlusconi ne ha sparata serenamente un’altra, sui tedeschi che ignorerebbero la Shoah. Immediate sono state le reazioni scandalizzate di giornali e politici, non solo quelle di austriaci e tedeschi e quelle, prevedibili, degli avversari italiani, ma anche in altre parti in Europa.

Ma per la “pancia” del suo elettorato la battuta ha avuto un ben diverso significato. A molti non va giù che Martin Schulz diventi, come probabile, Presidente della commissione Europea, non tanto perché sia un politico socialista, quanto perché è tedesco. Già la Merkel, da molti italiani - non solo elettori di Forza italia e non solo di centrodestra – viene identificata come colei che con la sua politica del rigore impedirebbe alla gente di arrivare in tranquillità alla fine del mese; pensare che si sarà un altro tedesco a dettare le regole di politica economica spaventa tante persone, non solo in Italia ma in tutta l’Europa.

Ci sono anche coloro, in Italia, che pensano che “i tedeschi sono sempre loro”, anche quando sono socialisti. Si tratta di pregiudizi nati ai tempi del Lombardo-veneto, rafforzatisi durante la Grande Guerra e rinvigoritisi ai tempi della Resistenza. Purtroppo l’Europa non è gli USA e le diffidenze culturali sono dure a morire. Una scolaresca tedesca in gita assistette ad una udienza del processo a Priebke; intervistate, le ragazze affermarono che all’udienza c’era troppo disordine. Non si sa a quanti processi potessero aver assistito quelle ragazzine, in patria come all’estero, ma per loro un processo italiano doveva essere per forza di cose disordinato e confusionario. Nessuna parola sulle Fosse Ardeatine.

Se di gaffe non si è trattato, è stato di certo un messaggio ben preciso a quella notevole parte di ex votanti forzisti che alle ultime elezioni politiche, anche per rifiuto dell’Europa dei banchieri, dei burocrati, dello spread e dei declassamenti continui da parte delle agenzie di rating, è passata in massa dalla parte di Beppe Grillo.

articolo pubblicato il: 27/04/2014

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