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spettacolo
"Era mio padre"

al Teatro Dell,Orologio di Roma


Teatro Dell’Orologio, 25 e 26 aprile ore 21.00 – domenica 27 aprile ore 17.30 Cie Twain physical dance theatre

Era mio padre vSecondo capitolo Elettra trilogia di un’attesa vCoreografia regia e drammaturgia: Loredana Parrella Interpreti Yoris Petrillo, Giulia Cenni Disegno luci: Gianluca Cappelletti e Cesare Lavezzoli Costumi Loredana Parrella Musica Alessandro D’Alessio

Progetto finalista E45 Napoli Fringe Festival 2012 Bando Ne(x)twork 2013– Teatro dell’Orologio/Roma e Kilowatt Festival/Sansepolcro Secondo Studio_Festival Differenti Sensazioni XXVIed. – Stalker Teatro – Biella Anteprima CassinoOFF Festival 2014 Prima Assoluta – Dominio Pubblico – Teatro dell'Orologio – Roma Con la collaborazione di ATCL – Ass.Teatrale fra i Comuni del Lazio Con il sostegno di MiBACT - Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo

“…Essere al centro di una tragedia pubblica aveva molti risvolti spiacevoli. Primo mi collocava in una scomoda posizione di visibilità, del tutto indesiderata. Secondo, avevo l’impressione che l’invadenza di questa immagine pubblica, anziché avvicinarmelo e aiutarmi a conoscerlo, non facesse che spingere mio padre un po’ più lontano da me, come quando insegui un pallone tra le onde.” (da “Come mi batte forte il tuo cuore” Benedetta Tobagi)

Al Teatro dell’ Orologio di Roma da venerdi 25 a domenica 27 aprile, la compagnia Cie Twain physical dance theatre presenta in prima nazionale “Era mio Padre”, seconda parte di "Elettra, trilogia di un'attesa”. Lo spettacolo prende spunto da una figura di donna contemporanea: Benedetta Tobagi, figlia di Walter Tobagi, giornalista del “Corriere della Sera”, assassinato, sotto casa, nel 1980. vBenedetta aveva solo tre anni, ma oggi - Elettra contemporanea - vuole capire e con forza e delicatezza ricostruire e restituire la figura pubblica e privata del padre. In questo percorso ha bisogno di suo fratello, per ritrovare l’infanzia negata, l’amore perduto. Elettra aspetta e persevera cercando di ricordare suo padre. Profondamente legata alla realtà contemporanea, questa “visione” di Elettra marca il punto di partenza per una riflessione sul desiderio : da quello più profondo dell’ amore, fino a quello più devastante della vendetta.

“Questa Elettra nasce dalla connessione di due figure femminili, entrambe cercano di capire, con forza e con delicatezza cercano di ricostruire la figura pubblica e privata del padre. È mia intenzione dare ad Elettra, personaggio assente nell’epica e dunque creazione tragica per eccellenza, un corpo concreto e contemporaneo concentrato in uno spazio domestico e di reclusione. Attende e nell’attesa cerca di ricordare il battito del cuore di suo padre. Questa seconda parte trova i suoi protagonisti in Elettra e Oreste e il loro incontro li porterà a ritrovare l’infanzia negata, e l’amore perduto. La scena si apre su Elettra, che indossa un corpetto bianco, residuo del suo matrimonio impostole dalla madre e dal patrigno, guanti bianchi da sposa e stivali da lavoro, intenta ad affettare cipolle rosse su un piccolo tavolo. Lo spazio scenico sarà pervaso dall’odore nauseante delle cipolle e dal ritmo incessante e amplificato del coltello. La cipolla rossa rappresenta il cuore umano e tutta l’azione, la sofferenza di quelle vite spezzate dalla violenza e dalla brutalità del potere.

Improvvisamente ad Elettra appare il fratello Oreste, che la chiama a se e attraverso I loro corpi e nel proprio riconoscimento tentano la risalita della vita sfidando ogni forza di gravità, una corsa contro il tempo per tornare all’ eccitazione ludica dell’ infanzia negata. Due corpi che alternano momenti di fretta gioiosa ed eccitata a momenti di forte aggressività, si separano per cercarsi nuovamente, si rincorrono per non afferrarsi mai, si guardano come per perdersi in un mare in tempesta e in questa instancabile alternanza due anime irrequiete si ritrovano. E l’ uno attrverso l’ altro cercano di ricostruire la figura privata del proprio padre, attraverso i pochi ricordi fatti di parole, gesti e sguardi”. (Loredana Parrella)

Cie Twain è una compagnia di danza contemporanea e teatro fisico, con all'attivo oltre 12 produzioni in soli sei anni, che nasce nel 2006 dall'incontro tra la coreografa e regista italiana Loredana Parrella e il designer belga Roel Van Berckelaer. Dal 2011 Cie Twain physical dance theatre è Compagnia di Produzione Danza sostenuta dal MIBAC-Ministero per i Beni e le Attività Culturali. In questi anni sviluppa molteplici progetti, avvalendosi della collaborazione di strutture pubbliche e private e riportando molti riconoscimenti e premi.

articolo pubblicato il: 22/04/2014

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