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arte e mostre
"Le fantasie di Fosca"

alla Biblioteca Marciana di Venezia

di Michele De Luca

Sulle orme del cartografo Coronelli con lavori di grande perizia grafica

Le fantasie di Fosca

Personale dell’artista belga Fosca alla Biblioteca Marciana di Venezia

Di lei ha scritto Fabio Carpi: “I suoi disegni eseguiti con la meticolosa e paziente precisione di una miniaturista o addirittura di un’orafa, sono come l’alfabeto di un linguaggio segreto. Se la creazione di un universo rende l’artista prigioniero dei suoi segni, è certo che Fosca difficilmente potrà abbandonare la propria zoologia fantastica”. Il Salone della Libreria Sansoviniana, sede monumentale della Biblioteca Marciana, ospita dall’8 maggio all’8 giugno 2014 una mostra personale dell’artista belga Fosca (figlia di padre olandese e madre veneta; vive tra Parigi e Rio de Janeiro), intitolata “Il mondo fantastico di Fosca”. Cuore dell’esposizione è una grande installazione, “Il Globo Letterario”, che domina il centro dello spazio con una sfera di quindicimila lettere di carta pergamena ritagliate a mano e gocce di vetro screpolato. Installazione che sembra rispondere al Globo Celeste e al Globo Terrestre di Vincenzo Coronelli, francescano veneziano del ‘600, celebre cartografo ed enciclopedista, situati sotto la nebulosa sfera di lettere, così da creare un’ideale relazione tra l’opera e lo spirito del luogo, intenzione ben espressa da Fulco Pratesi nel catalogo: “Un riferimento sapiente alla funzione pluricentenaria che il salone della Libreria Sansoviniana ha espletato nei secoli, ospitando le opere famose di scrittori e artisti e i codici preziosi dell’antichità classica”. La grande installazione è accompagnata da una trentina di opere su carta che narrano in chiave ironica attraverso dei graziosi animali antropomorfi aspetti ed avvenimenti legati alla storia della Libreria. I suoi disegni – come scrive Fabio Carpi - eseguiti con la meticolosa e paziente precisione di una miniaturista o addirittura di un’orafa, sono come l’alfabeto di un linguaggio segreto”.

Il lavoro di Fosca ha richiesto lungo impegno e forte impegno per realizzare una fantasmagorica opera, da cui emergesse lo “spirito” che ha animato l’artista nell’intraprendere un’opera allo stesso tempo preziosa e decisamente “colta” per le suggestioni che offre e i rimandi culturali a cui allude, ed elegante per le soluzioni grafiche nella quale prende corpo, si estrinseca, offrendosi ad una miriade di “letture” che il catalogo della mostra si fa carico di facilitare, con numerosi spunti e suggerimenti. L’installazione che fa da cornice alle opere grafiche, è tutto un omaggio alla perfezione e alla grazia ispirate ai mappamondi quattrocenteschi di Vincenzo Coronelli, l’uno terrestre e l’altro celeste, che figurano sotto la volta affrescata e i tondi che la decorano; che hanno suscitato la grande curiosità e scatenato la sua fantasia creativa. Una grande sfera trasparente domina la scena, e - come l’albero di Natale al quale i bambini appendono le letterine dei desideri - è avvolto dalle quindicimila delicate farfalline raffiguranti le lettere dell’alfabeto, ritagliate a mano nella pergamena traslucida; ma il particolare più intrigante legato alla sfera, è costituito da una civetta umanizzata e cesellata su carta pergamena e appesa, come del resto le letterine, da fili di seta tenuti tesi da 3700 gocce di vetro soffiato rivestite con foglia d’oro. Questa figura che si richiama al dipinto La Sapienza di Tiziano sul soffitto del Vestibolo, simboleggia il Sapere (la civetta è simbolo antico di sapienza e saggezza) che scende dal mondo delle lettere a ispirare i personaggi che lì studiavano.

La raffinatezza dell’installazione principale si ritrova poi nelle opere grafiche di Fosca esposte attorno al salone, cesellate in un sofisticato bianco e nero ben in armonia con la dicromia dell’antico pavimento veneziano. E’ in queste tavole che la fantasia onirica dell’artista si collega alla perfezione tecnica del globo centrale. Dell’ispirazione che guida i soggetti raffigurati nelle quaranta e più tavole è piuttosto arduo parlare in termini esaustivi. Si intrecciano in essi i ricordi attinenti alla storia della Biblioteca Marciana, creata da Jacopo Sansovino tra il 1537 e il 1560, intessuta di crolli, manifestazioni culturali, polemiche ed episodi storici vari. Tutti avvenimenti che hanno come protagonisti animali fantastici e pur immediatamente riconoscibili nonostante gli aspetti umanizzati in cui sono raffigurati nelle diverse metafore argute che compongono il percorso. Vi sono leoni (ispirati al simbolo marciano della libreria), scimmie, ratti e conigli, rane e gatti, camosci, orsi e altri personaggi simbolici vestiti in fogge moderne o rinascimentali. Tutti legati alle varie fasi storiche della sede in cui sono esposti, aprendo al visitatore un percorso affascinante e vario. Un esempio tra tanti può rendere l’eccezionalità dell’inventiva di Fosca. Nella tavola intitolata “Il Governo”, la scena si articola sui seguenti elementi, animati o meno, che rappresentano nell’idea dell’artista la metafora del potere, con trasparenti richiami a quello dei Dogi della Serenissima.

Un vero campionario, dunque, di suggestioni, metafore, richiami e fantasie che fanno di questo disegno uno dei più interessanti tra i tanti esposti nella mostra di Venezia. Ma per chi ama l’antica arte del disegno, oramai sempre più negletta e disarticolata o sostituita da tecniche digitali alienanti e gelide, la vera emozionante scoperta che le tavole di Fosca ci consegnano è la perfezione dell’esecuzione grafica.

A iniziare dai mezzi utilizzati la cui sofisticata scelta garantisce l’unicità del risultato. La carta è la giapponese bamboo fiber di fibra di bambù o, in alternativa, la Durex, 100 per 100 in cotone; i pennini sono anch’essi giapponesi e consentono un tratto ultrasottile, nonostante sia stato utilizzato un inchiostro denso e nerissimo. Ogni figura e ogni campitura sono cesellate in minimi perfetti particolari, impreziositi da una minutissima filigrana da oreficeria rinascimentale che esalta soprattutto il tessuto degli indumenti dei vari metaforici personaggi. Insomma il lavoro scrupoloso, che nasce e vive all’interno della storia dell’arte, a partire dalla superba tradizione veneziana, che si propone come assolutamente originale e si avvale di una tecnica sopraffina.

articolo pubblicato il: 22/04/2014

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