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cinema
vince BlackOut

al Vittorio Veneto Film Festival


Unico film italiano in concorso, BlackOut vince al Vittorio Veneto Film Festival per la categoria Pizzoc, la sezione affidata da questo Festival internazionale di cinema per ragazzi ad una giuria giovanissimi dai 15 ai 16 anni. “Siamo felicissimi di questa vittoria che è veramente tutta dei ragazzi – ha dichiarato ritirando il Premio Manuel Zarpellon, regista assieme a Giorgia Lorenzato del film-.

La cosa bella è che proprio i ragazzi della giuria hanno capito il progetto e hanno premiato il coraggio di un gruppo di loro coetanei che hanno raccontato dal proprio angolo visuale un dramma come quello, non solo della violenza di genere, ma della violenza sessuale di gruppo, che loro sentono tanto incombente. Quanto a noi, siamo orgogliosi di averli saputi ascoltare e di esserci saputi anche mettere da parte, lasciando parlare loro. BlackOut è nato proprio così, dalla volontà di un gruppo di giovanissimi: loro hanno scritto la sceneggiatura, loro hanno deciso che cosa doveva raccontare il loro film. Noi, io e Giorgia Lorenzato, semplicemente li abbiamo supportati. Non tutti forse lo riescono a comprendere. E’ stato in fase di montaggio e di post produzione che ci siamo resi conto di quanta passione, quanta potenza, con le sue imperfezioni, poteva avere questo film. E abbiamo deciso, a quel punto, di chiamare a raccolta altri professionisti che, come noi, aiutassero questi ragazzi ad aver voce. E di metterci la faccia per portare avanti questo progetto.”

”In realtà quando –ha dichiarato Giorgia Lorenzato - abbiamo iniziato non prevedevamo ne venisse fuori il film di oggi. Poi avremmo potuto correggere il tiro, mettere mano al lavoro dei ragazzi e dargli un piglio più pulito, più adulto. Girando nuovamente alcune scene, riscrivendo la sceneggiatura. Semplicemente non abbiamo voluto tradirli. In tanti ci hanno suggerito, diciamo così, dei correttivi. Qualcuno addirittura ci ha proposto di mettere scene più esplicite di sesso e violenza. Forse è stato proprio in quel caso che abbiamo deciso che, no, non volevamo tradire la fiducia di chi ci aveva messo in mano il proprio grido e la propria pur giovane creatività. Ogni tanto, anche solo per un attimo, sia l’arte che il mercato dovrebbero mettersi in un angolo e saper osservare per tornare a parlare in profondità.” Ha concluso Marco Testoni, autore della colonna sonora “Gli adulti in questo film sono stati veramente solo un supporto e sono intervenuti per dare visibilità ad un progetto che tocca un tema veramente difficile. E questo l’ha capito il pubblico, meno gli addetti ai lavori.” Ricordiamo che BlackOut è nato da un progetto dell’Associazione Movie’s Geyser con la coproduzione di Sole e Luna Production e che solo in fase di postproduzione ha raccolto attorno a sé l’adesione di tanti professionisti che hanno voluto supportare con la loro creatività e passione il coraggio di questi giovanissimi. Fra tutti ricordiamo Neri Marcorè, Antonella Ruggiero, Dolcenera, Marco Testoni (autore della colonna sonora) ed Edoardo De Angelis (autore del testo della canzone originale). Ma anche: Umberto Scipione, Riccardo Castagnari, Filippo Marcheggiani, gli E102, Marco Siniscalco.

Il reportage di Paolo, un giornalista freelance, apre una finestra sulla storia di Elettra: una ragazza di 16 anni di una tranquilla provincia italiana che la notte di Halloween si trova ad affrontare il peggior sfregio che si possa subire, una violenza sessuale di gruppo. Ma è dal giorno dopo che la ragazza dovrà affrontare una realtà altrettanto dura e piena di dubbi. Ad aiutarla le amiche Francesca e Carlotta che come lei non sanno come fare fronte ad una situazione così tormentata: si rendono subito conto che l’amica è stata ferita nel corpo, ma soprattutto nella mente, tanto che Elettra non trova la forza di denunciare lo stupro e, convinta inconsciamente di avere una qualche colpa, preferisce il silenzio. Le due amiche non demordono e coinvolgono il fratello di Elettra, Giacomo, ed altri ragazzi nella folle caccia agli aguzzini che gli amici sembrano voler sfidare all’interno delle dinamiche di gruppo e senza ricorrere alla giustizia. Una storia travolgente tra sospetti, indizi e false piste all’interno di un dramma che unisce adolescenti e adulti e dal quale scaturisce un messaggio forte per raccontare un finale differente e possibile.

articolo pubblicato il: 13/04/2014

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