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cronache
premio di poesia

Città di Ischitella Pietro Giannone


Il Premio nazionale di poesia nei dialetti d’Italia “Città di Ischitella Pietro Giannone”, nato nel 2004 e giunto con successo crescente alla sua undicesima edizione.Ischitella esercita un indubbio fascino sui poeti, come testimoniano le numerose poesie dedicate al piccolo suggestivo centro garganico dai poeti partecipanti alle diverse edizioni del Premio Ischitella-Pietro Giannone

Il Premio ha cadenza annuale ed è organizzato dal Comune in collaborazione con la rivista nazionale di poesia «Periferie». La Giuria è composta da: avv. Franzo Grande Stevens, presidente onorario, prof. Dante Della Terza (Università Harvard e Napoli), presidente, prof. Rino Caputo (Università Roma Tor Vergata), prof. Giuseppe Massara (Università Roma La Sapienza), prof. Marcello Teodonio (Centro Studi G.G. Belli), prof. Cosma Siani (Università Roma Tor Vergata), Ombretta Ciurnelli (poetessa, Redazione “Periferie”), Vincenzo Luciani (poeta).

Il regolamento (bando) prevede la premiazione di tre raccolte di poesia nei dialetti d’Italia, tra quelle ritenute più meritevoli dalla giuria. Una scelta delle poesie delle sillogi premiate è pubblicata sulla rivista «Periferie».

Il primo premio consiste nella pubblicazione a cura delle Edizioni Cofine della raccolta vincitrice e nell’offerta di soggiorno di 2 giorni per due persone. Il secondo premio consiste nell’offerta di ospitalità per 2 persone per 2 giorni e il terzo premio nell’offerta di ospitalità per un week end per 2 persone.

Sono stati già pubblicati da Edizioni Cofine i volumi contenenti le raccolte vincitrici dei premi Ischitella-P. Giannone: Eternit di Giovanni Nadiani (in dialetto romagnolo, 2004), Dzouri el pérax nivoulax (Sopra i sassi, nuvole) di Giancarla Pinaffo, in dialetto francoprovenzale, 2005), Menzi storii (Mezze storie) di Renato Pennisi (in dialetto siciliano, 2006), Morte de nu fra che uardava (Morte di un fratello che guardava) di Rocco Brindisi (in dialetto lucano, 2007), Dialèt ne nòc d’amur (Dialetto di notte, d’amore) di Maurizio Noris (in dialetto bergamasco, 2008), Ju nenti (Quel niente) di Benito Galilea (in dialetto calabrese, 2009), Dismenteant ogni burlaz (Dimenticando ogni tempesta) in dialetto friulano di Nelvia Di Monte (2010), Àlighe (Alghe) in dialetto triestino di Roberto Pagan (2011), Rasulanne (Rasoiate) in dialetto abruzzese di Marcello Marciani (2012); Saorìo l’è ’l silensio (Saporoso è il silenzio) in dialetto veneto di Giovanni Benaglio (2013).

articolo pubblicato il: 08/04/2014

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