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"L'uomo che correva vicino al mare"

di Ciro Pinto


L’uomo che correva vicino al mare di Ciro Pinto edito da Psiconline edizioni.

L’uomo che correva vicino al mare parla della storia di un uomo, giunto alla soglia dei sessant’anni.

Correre era il suo talismano mattutino, la sua risposta a tutte le angosce della vita, ogni falcata gli ridava fiducia, al diavolo la malattia, la vecchiaia e la morte, lui era più forte di tutto.

Il protagonista tenta ogni giorno di perpetuare le sue abitudini anche dopo la morte della moglie, come un pazzo che, crollata la casa, rimane fuori a governare il giardino come se nulla fosse successo.

La sua vita si sgretola pian piano, la sua corsa lo porta dentro i suoi ricordi, mentre la mente si sfoca e si perde nella nebbia di un precoce invecchiamento. Infatti qualcosa si rompe nel delicato meccanismo della sua sopravvivenza, gli innumerevoli giorni, trascorsi a ripercorrere il suo passato, lo portano ancora più indietro nel tempo, alla sua infanzia.

Complice l’esordio della malattia, una vascolopatia cerebrale precoce, comincia ad avere sempre più frequentemente ricordi dei genitori, della sua vita a Napoli, dov’è nato e vissuto fino a 10 anni, fino alla partenza per Rimini, dove il padre avrebbe gestito un negozio di quadri aperto nella città dal fratello Osvaldo. Questo viaggio a ritroso gli farà rivivere la morte della madre, persa a otto anni, e rielaborare il lutto per la perdita del padre, pittore appassionato ma mai realizzato, e a rivalutarne la figura. Ritrova quindi d’innanzi a sé i dilemmi mai risolti: la sofferenza per la perdita della madre, il ricordo del padre, abbandonato troppo frettolosamente dentro una morte improvvisa e rapida, come uno schiaffo talmente forte da ammazzare persino il dolore.

Una storia d’intima sofferenza, con riflessioni e spunti. I temi del ricordo, della famiglia e della riflessione sulla vita molto intensi e toccanti si sviluppano attraverso luoghi e momenti diversi, seguendo la trama del romanzo. La storia termina con la proiezione nel futuro di qualche anno, che dona alla fine una luce di speranza: la possibilità che l’umanità ha di tramandare se stessa rende possibile il perpetuarsi della vita e il superamento della morte.

articolo pubblicato il: 07/04/2014

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