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"Rosso"

al Teatro Sanzio di Urbino


Giovedì 27 marzo Urbinoinscena 2013.2014, stagione del Teatro Sanzio promossa da Comune di Urbino Assessorato alla Cultura e AMAT con il sostegno della Regione Marche e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, prosegue con Rosso, il testo dell’autore americano John Logan messo in scena – nella traduzione di Matteo Colombo - per la prima volta sui palcoscenici italiani da Ferdinando Bruni e Alejandro Bruni Ocaña, nell’allestimento diretto da Francesco Frongia.

Lo spettacolo – prodotto dal Teatro dell’Elfo - da maggio 2012 ha ottenuto un grande successo di pubblico con oltre 20.000 spettatori a Milano e nel tour che lo ha visto in scena nei maggiori teatri italiani.. Red negli Stati Uniti era stato un caso: dopo il successo al Golden Theater di Brodway e al Donmar Warehouse di Londra, si era aggiudicato 6 Tony Award nel 2010. L'autore, sconosciuto sui palcoscenici italiani, è noto come sceneggiatore di molti capolavori cinematografici: dai film di Scorsese The Aviator (soggetto e sceneggiatura) e Hugo Cabret (nomination per l'Oscar 2012), a Sweeney Todd di Tim Burton fino a Lincoln di Steven Spielberg (scritto con Tony Kushner e Paul Webb). La pièce è ispirata alla biografia del pittore americano Mark Rothko, maestro dell’espressionismo astratto, che alla fine degli anni Cinquanta ottenne la più ricca commissione della storia dell’arte moderna, una serie di murali per il ristorante Four Season di New York. Puntando i riflettori proprio su quel periodo, Rosso mette in scena lo scontro tra generazioni di artisti: tra Rothko, un uomo maturo che fa i conti con se stesso, e Ken, giovane allievo alla ricerca di un "padre". "Il figlio deve scacciare il padre. Rispettarlo, certo, ma anche ucciderlo", sostiene Rothko ripercorrendo la propria storia. "Abbiamo distrutto il cubismo, io e de Kooning e Barnett Newman". Dopo due anni di lavoro febbrile per realizzare i dipinti murali, sarà inevitabilmente Ken a mettere in discussione le scelte del maestro in uno scontro teso e feroce che lo spinge alla scelta radicale (ma intimamente coerente) di disattendere gli impegni con il Four Season. John Logan dipinge il ritratto di un uomo ambizioso, egocentrico e vulnerabile, uno dei più grandi artisti-filosofi del '900, per il quale "la pittura è quasi interamente pensiero. Metter il coloro sulla tela corrisponde al dieci per cento del lavoro - sostiene - il resto è attesa". Pittura ed estetica, etica e spiritualità, istinto e percezione, apollineo e dionisiaco, arte effimera o necessaria, quadri come merci e prodotti: tutti temi importanti che l'autore non teme di portare in scena, fino a farli diventare materia teatrale drammatica e struggente.

Per Ferdinando Bruni è l’occasione per una prova d’attore a 360 gradi, in cui il gesto pittorico e quello teatrale si completano e confondono. A dirigerlo Francesco Frongia che già aveva firmato in prima persona una delle sue interpretazioni più applaudite, sdisOré di Giovanni Testori, oltre alle regie a quattro mani della Tempesta, L’ignorante e il folle e L'ultima recita di Salomé. Uno spettacolo per tornare a riflettere su temi centrali delle ultime produzioni dell’Elfo: lo scontro tra generazioni, la ricerca di un linguaggio comune, l’esigenza di trasmettere l’esperienza umana e artistica. Le luci dello spettacolo sono di Nando Frigerio.

Per informazioni e biglietti (da 10 a 20 euro): biglietteria Teatro Sanzio 0722 2281, AMAT 071 2072439, www.amatmarche.net. Inizio spettacolo ore 21.

articolo pubblicato il: 25/03/2014

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