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"Stella polare"

di Claudio Sottocornola


“Stella polare” di Claudio Sottocornola (Ed. Marna, pp.240, E.15.00), è una raccolta di saggi e interventi sullo status quaestionis dell’attuale crisi di civiltà, che spazia dal declino del sacro alla cultura pop, dal problema educativo al pensiero debole, dalla ridefinizione dei ruoli alla questione gay, dalla recessione economica al mutamento dei paradigmi culturali in atto, nella ricerca di verità esistenziali e non ideologiche.

Claudio Sottocornola, docente di Filosofia e Storia al Liceo Mascheroni e di Storia della canzone e dello spettacolo alla Terza Università di Bergamo, non è nuovo a questo genere di indagini, nelle quali utilizza poesia, musica, immagini per esprimere un pensiero olistico e circolare, ambizioso nel voler includere e valorizzare ogni posizione teoretica, ogni approccio esistenziale, ogni ambito di realtà.

Definito il “filosofo del pop” per le sue lezioni-concerto sul territorio, recentemente raccolte nel prezioso cofanetto in 5 DVD “Working Class” e diffuse in Rete, che utilizzano la musica popular come strumento di ricostruzione storica e di riflessione filosofica, Sottocornola in realtà frequenta altrettanto abilmente la pista autobiografica sia nel saggio mémoir che nella poesia, e la riflessione sulla crisi del sacro e della spiritualità occidentale, avvicinato come ambito di una più autentica fenomenologia della vita nella sua concretezza e quotidianità.

Se “I trascendentali traditi”, la precedente opera di Sottocornola, era dedicata a Pier Paolo Pasolini, questa volta il filosofo lombardo dedica la sua ultima fatica a Giacomo Leopardi, poeta del desiderio da lui molto amato, a cui associa la rock star Johnny Hallyday, a sottolineare il valore dirompente che egli attribuisce alle icone della musica popular.

Lo stile di Sottocornola, poeta con all’attivo due corpose antologie che spaziano dal 1974 al 2008, “Giovinezza… addio. Diario di fine ‘900 in versi” e “Nugae, nugellae, lampi. Quaderno di liceo”, ambedue oggetto di positiva e trasversale attenzione critica, è ellittico e divergente. Conduce al centro delle cose, muovendosi per tutte le periferie possibili e, da cultore del post-moderno, parte dal dettaglio, dall’accessorio, per arrivare al nucleo delle questioni, che affronta da prospettive spesso stranianti, inconsuete e difficilmente classificabili secondo gli schemi culturali dominanti. Introduce la raccolta un saggio, tratto dal precedente “The gift”, su “Scienza, sapienza e vita nell’epoca del pensiero debole”, e chiude una breve riflessione, “Oniricamente penso l’essere”, tratta dai testi critici di “Eighties”, opera visiva dell’autore anche in veste multimediale, ove si parla di “rivelazioni e bagliori notturni” nel decennio effimero e scintillante degli anni ’80.

In appendice, tante interviste rilasciate dal filosofo del pop sui più svariati temi: cultura di massa e nuovi media, buona e cattiva televisione, raduni giovanili, maternità ed evoluzione del ruolo femminile, senso della festa e crisi del sacro: Chiude “La cometa nella notte occidentale”, riflessione sulla sua quadrilogia “Il pane e i pesci”, all’insegna dell’amore per l’uomo entro una civiltà percepita come sempre più degradata, claustrofobica, autoreferenziale.

articolo pubblicato il: 24/03/2014

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