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salviamo la veduta della basilica di San Pietro!
di Manlio Morandi

Da alcuni mesi l'area verde adiacente a Via del Crocefisso ed i binari della stazione di San Pietro sono stati transennati, senza alcuna informativa di legge per dare l'inizio a lavori di sbancamento e la posa in opera di una palificazione in cemento armato per la costruzione di un edificio di una lunghezza improponibile, alto cinque piani, destinato ad un grande albergo, un centro commerciale, uffici e box privati. La storia di questa zona è incredibile. Fino a pochi mesi prima del Giubileo 2000 la strada era costellata da attività commerciali di piccoli artigiani. Improvvisamente il comune di Roma decise coattivamente l'esproprio di tutta l'area. Poi tutto passò nel dimenticatoio. Fu costruito un imponente bar ristorante self service accanto alla stazione di San Pietro. Struttura bellissima che se la memoria non inganna fu osannata dall'allora sindaco Rutelli. In effetti quanto realizzato dava l'impressione di un edificio snello, armonioso con l'ambiente ma che per la sua maestosità mal si sposava con un flusso di pellegrini che più che soffermarsi in una stazione di passaggio cercavano di raggiungere al più presto le loro mete. Perciò questo bellissimo edificio fu utilizzato solo pochi giorni. Per accedervi era stata creata anche una scalinata che da via del Crocefisso portava direttamente alla stazione e quindi all'ingresso dell'edificio. Ora tutto ciò non esiste più. In pochi giorni la struttura in legno è stata smontata e la scalinata addirittura cancellata. Il tutto per dare inizio ai famigerati lavori.

L'edificio in costruzione oscurerà la veduta di San Pietro a tutta la zona che è alle spalle della ferrovia.

E' in corso una petizione popolare per bloccare i lavori, frutto dell'iniziativa degli abitanti della zona ma per ora non supportata da alcuna organizzazione ambientalista o da verdi, gialli, rossi ecc. Questa "distrazione" insospettisce in quanto all'epoca della costruzione della Domus Sactae Marthae in Vaticano ci fu una vera e propria rivolta da parte della stampa e di tutte le organizzazioni ambientaliste. Rivolta basata soltanto su supposizioni in quanto il temuto oscuramento di parte della basilica di San Pietro non avvenne e non poteva avvenire in quanto l'erigendo edificio ne sostituiva un altro che era della stessa altezza. Allora soltanto il sospetto che il nuovo edificio potesse superare di qualche centimetro il precedente, scatenò la rivolta di cui si accennava in precedenza. Ora il silenzio assoluto. Non si può neanche pensare che i lavori passino inosservati in quanto riguardano quasi tutta la strada che da via di Porta Cavalleggeri porta alla stazione di San Pietro.

Si intuisce che sotto questa strana manovra vi è qualcosa che non torna. Se un qualunque cittadino si fosse fatto avanti per realizzare il progetto in questione lo avrebbero preso per matto. Sarebbe interessante sapere chi c'è dietro questa mostruosa operazione ed al contempo sapere perché nessuna autorità non ha ancora bloccato i lavori.

La petizione popolare chiede al sindaco ed agli amministratori competenti "l'immediato blocco dei lavori, l'apertura di un confronto tra la ditta esecutrice, gli organi pubblici competenti ed i residenti per ridiscutere il progetto e giungere alla ricollocazione dell'opera o almeno ad una revisione che tuteli le ragioni, finora inascoltate, dell'ambiente, dei residenti e dei commercianti di via del Crocefisso e di via Monte del Gallo, ai quali infine non può venire oscurata la vista della Cupola di San Pietro".

Aiutiamo questi cittadini. Scrivete alla Folla per far sentire la vostra protesta.

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