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il cinema di caino
"Quickly - Spari e baci a colazione" (1971)

di Alberto Cavallone

di Gordiano Lupi

Regia: Alberto Cavallone. Soggetto e Sceneggiatura: Alberto Cavallone, Giudo Leoni, Mario Imperoli. Fotografia: Maurizio Centini. Montaggio: Alberto Cavallone. Animazioni: Alberto Cavallone. Musiche: Franco Potenza. Interpreti: Magda Konopka, Jane Avril, Sergio Leonardi, Beryl Cunnigham. Quickly è un film anomalo nella scarna produzione di Alberto Cavallone, anche se non meno trasgressivo e folle di altri. Terza pellicola edita, ma per la prima volta si divaga da sesso e impegno politico - sociale per demitizzare un genere, il gangster-movie all'americana, fino ai limiti dell'irrisione. Quickly è girato in location esotiche - alcune vere, altre ricostruite nei teatri di posa Elios e nelle campagne romane - tra le quali spicca la tanto amata Tunisia, già vista ne Le salamandre e che ritroveremo in Afrika e Zelda. La storia non si può raccontare per quanto è confusa e volutamente strampalata, ma l'intrigo principale ruota attorno a una valigetta di diamanti contesa tra un quartetto di assurdi malviventi e un paio di ispettori assicurativi. Regista e sceneggiatori costruiscono un folle helzapoppin di situazioni surreali, condito da ironiche didascalie e costellato di onomatopee fumettistiche e da incursioni a disegni animati. Cavallone ci presenta i protagonisti nelle sequenze iniziali descrivendo un'assurda aggressione a una banca di Kansas City, il sequestro di un matador dopo una corrida, alcune scaramucce tra banditi e polizia, catture dei malviventi e rocambolesche fughe, il tutto condito da un umorismo impacciato e goffo. Cavallone mette in burletta i mafia-movies e i noir internazionali, elegge protagonisti una prostituta polacca (Konopka), un nazistoide con i baffetti alla Hitler, un siciliano e un ragazzotto di bell'aspetto. Il montaggio è talmente rapido da apparire scombinato, una serie di orologi - assurde truffe ai danni di chiunque - vengono messi in scena tra citazioni cinematografiche (Un maggiolino tutto matto) e originali trovate fumettistiche. La parte più divertente si registra quando Cavallone ironizza sulla rivoluzione cubana: un attore imita Fidel Castro per raccontare un dirottamento messo in atto dai rivoluzionari di Martica - amici dei russi -guidati dalla sexy presidente Beryl Cunnigham. Il film è talmente confuso da sembrare un lavoro a episodi, tenuti insieme dal tenue collante del gangster-movie ironico. Ottima la musica di Potenza, allegra e scanzonata, perfetta colonna sonora per una serie di assurde trovate. Cavallone gira una commedia farsesca, strampalata e psichedelica, ironizza sul genere bellico e sul western, piazza anacronismi comici come un vigile che regola il traffico nel deserto, a tratti sembra citare I due parà di Lucio Fulci interpretato da Franco e Ciccio. Si ricordano per originalità le voci fuori campo e i disegni animati che commentano la pellicola, cose come: "Com'è questo film?", "Sono piccolo, ma rivoluzionario" "Hai messo la pellicola al contrario?", "No, è la pellicola riflessa nell'acqua: una trovata del regista", "Niente parolacce, se no si rischia il sequestro del film!" ... Molte comparse e stupende location tunisine tra deserto e scogliere per un lavoro che gode di un budget abbastanza buono, intervalli con i cammelli che sfilano, disegni artigianali in bianco e nero sopra la pellicola eseguiti dallo stesso regista. Un film folle, assurdo, un gangster-movie zeppo di battute insulse e di comicità slapstick, da cartone animato, che vorrebbe demitizzare un genere. Bella fotografia araba curata dall'esperto Centini che riproduce il colore delle città, le case bianche e i tetti calpestabili, immortala stupendi tramonti tra mare e deserto, utilizzando identici sfondi già visti ne Le salamandre. Quickly ricorda il noir comico alla Di Leo, cita i fumetti neri da edicola, ma è un film troppo fuori dalle corde di Cavallone per essere definito un'operazione riuscita.
www.infol.it/lupi

articolo pubblicato il: 15/03/2014

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